ANNO 16 n° 131
Sanitą viterbese in crisi: la battaglia per il pronto soccorso di Ronciglione
Il comitato amici del Sant'Anna chiede il reintegro dell'ospedale di Ronciglione nella rete provinciale
Giulia
14/03/2025 - 07:04
di Giulia Ortenzi

RONCIGLIONE - La sanità nella provincia di Viterbo, in particolare nella zona sud, è al centro di un acceso dibattito. Fabio Troncarelli, del Comitato Amici del Sant'Anna di Ronciglione, esprime preoccupazione per la situazione critica che coinvolge il pronto soccorso del territorio. La principale novità emersa nelle ultime discussioni riguarda la speranza di evitare ulteriori tagli ai servizi, che già da tempo hanno messo in difficoltà l'assistenza sanitaria, specialmente nelle emergenze e urgenze.

La situazione è particolarmente grave nella parte sud della provincia, dove, a causa di scelte politiche, l'ospedale di Ronciglione è stato escluso dalla rete ospedaliera provinciale. L'ospedale di Ronciglione, che una volta occupava una posizione importante per l'assistenza sanitaria nella zona, ha visto ridursi drasticamente i suoi servizi, con la chiusura del pronto soccorso: “Questa è stata una scelta politica e non tecnica – commenta Troncarelli – Al contrario, le altre zone della provincia, come il nord con Acquapendente, l'ovest con Tarquinia, e l'est con Civita Castellana, hanno mantenuto i loro reparti di pronto soccorso. Al centro, l'ospedale di Santa Rosa è stato confermato come ospedale di eccellenza, ma la chiusura del pronto soccorso di Ronciglione ha lasciato un vuoto importante nel sistema sanitario viterbese”.

Secondo Troncarelli, il comitato si sta battendo per reintegrare l'ospedale di Ronciglione nella rete ospedaliera provinciale: “Stiamo chiedendo alla politica di reinserire l'ospedale di Ronciglione nella rete ospedaliera, perché la sua esclusione è un errore che deve essere corretto”, afferma. Le richieste al governo regionale sono chiare: ripristinare il pronto soccorso di Ronciglione, considerandolo una risorsa fondamentale per la popolazione della provincia sud. Sebbene la Regione abbia risposto positivamente, riconoscendo l'errore passato, l'incertezza rimane su quanto concretamente possa cambiare: “La Regione ha preso atto che c'è stato un errore, e speriamo che si faccia qualcosa”, aggiunge Troncarelli.

Una delle preoccupazioni maggiori riguarda l'affollamento dell'ospedale Santa Rosa, che non riesce a soddisfare la domanda di emergenze provenienti da tutta la provincia: “Mandare 330.000 abitanti tutti al Santa Rosa è insostenibile – sottolinea Troncarelli – La conseguenza è che molti cittadini sono costretti a cercare cure altrove, a volte addirittura fuori provincia, in ospedali come quelli di Siena, Terni o addirittura al Sant'Andrea di Roma. Questa è una vera e propria sconfitta per la sanità viterbese”. 

Il comitato propone la reintegrazione degli ospedali periferici che possano stabilizzare i pazienti e offrire servizi di medicina generale, visite ambulatoriali, ecografie, radiografie e piccoli interventi in day surgery: “Non si tratta di trasformare Ronciglione in un grande ospedale, ma di fornire un aiuto concreto agli altri ospedali periferici, rendendoli davvero utili per la popolazione – spiega Troncarelli – Questa soluzione permetterebbe di alleggerire il carico dell'ospedale Santa Rosa, liberando risorse per affrontare malattie più gravi e complesse come oncologia, cardiologia e ortopedia”.

La Regione ha preso atto della necessità di intervenire, ma al momento le parole non si sono ancora trasformate in azioni concrete: “Per ora, è stato un riscontro positivo a parole, ma speriamo che si concretizzi qualcosa di più – conclude Troncarelli – La battaglia del Comitato continua, con l’obiettivo di migliorare la sanità locale e garantire una rete ospedaliera equa e funzionale per tutti i cittadini della provincia di Viterbo”.






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