


CIVITA CASTELLANA - (Ale.S.) Con riferimento ai procedimenti di Via dei progetti relativi alla discarica San Silvestro e dell'impianto di stoccaggio di rifiuti in località Prataroni, in risposta a quanto diffuso a mezzo stampa da parte dei consiglieri di minoranza Claudio Parroccini, Simonetta Coletta e Giuseppe La Bella (Leggi qui) l'ufficio ambiente del Comune di Civita Castellana, nella persona dell'architetto Carlo Alessandrini e del dirigente tecnico Mauro Masci, ha tenuto a precisare quanto segue:
'Per quanto riguarda il progetto di recupero morfologico della cava in località San Silvestro - annunciano - l’ufficio scrivente ha interrotto le proprie attività a seguito della sospensione del procedimento, avvenuto durante la 1° seduta della conferenza di servizi del 17 dicembre 2025, da tale data ad oggi non sono stati emessi pareri o nulla osta in merito, né altresì sono stati emessi atti di alcun tipo da parte dello scrivente ufficio, pertanto ogni diversa informazione in merito risulta priva di veridicità'.
'Con riguardo invece al procedimento relativo all’impianto di stoccaggio di rifiuti in località Prataroni - puntualizzano - si evidenzia che in merito agli scarichi nel suolo e sottosuolo, non è stato emesso alcun nulla osta, sono state invece evidenziate una serie di criticità e lacune contenutistiche che non consentono di esprimere nessun parere favorevole; altresì tali nulla osta sono stati rilasciati per le parti residuali relative all’urbanistica ed all’impatto acustico, dovuto quest’ultimo all’utilizzo di due muletti elettrici, unica fonte di rumore dell’azienda.
Con riferimento al parere consultivo in merito agli scarichi sul suolo e negli strati superficiali del suolo, sono state poste in essere due serie separate di argomentazioni e richieste di integrazioni contenutistiche, distinte tra acque meteoriche e acque reflue domestiche. Rispetto al tema acque meteoriche, si è evidenziato che dalla documentazione progettuale emergono elementi tra loro non coerenti in ordine alle modalità di svolgimento delle attività di conferimento, pesatura, carico e scarico dei rifiuti'.
'Inoltre è stato richiesto di chiarire in maniera univoca e definitiva, mediante revisione coordinata di tutti gli elaborati progettuali, se le operazioni di conferimento, controllo, pesatura, scarico, movimentazione, raggruppamento e ricondizionamento dei rifiuti avvengano esclusivamente all'interno dei capannoni ovvero, anche solo parzialmente o temporaneamente, sulle aree esterne pavimentate; di aggiornare conseguentemente tutti gli elaborati progettuali, relazioni tecniche, planimetrie e schemi gestionali eliminando le attuali incongruenze documentali; qualora venga confermato che una qualunque fase operativa, avvenga sulle aree esterne, di integrare il progetto con specifica relazione tecnica recante in particolare la classificazione delle relative acque meteoriche di dilavamento e delle eventuali acque di lavaggio, la verifica della conformità dell'impianto alle disposizioni normative (Parte III del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e Piano di Tutela delle Acque Regionale della Regione Lazio), la descrizione dettagliata delle opere corredata da elaborati grafici e dimensionamento idraulico, la valutazione del rischio di contaminazione del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee derivante dalle attività svolte sulle superfici esterne e individuazione delle necessarie misure di prevenzione e contenimento; qualora invece tutte le operazioni si svolgono esclusivamente all'interno dei fabbricati, di aggiornare coerentemente tutti gli elaborati.
È stato infine evidenziato che la definizione delle modalità operative dell'impianto costituisce presupposto indispensabile per la valutazione della compatibilità ambientale dell'intervento sotto il profilo della tutela del suolo, del sottosuolo e delle risorse idriche e per la verifica della conformità del progetto alla normativa nazionale e regionale vigente in materia di scarichi e gestione delle acque meteoriche.
Rispetto invece alle acque reflue domestiche, è stato rilevato che la documentazione depositata non consente di individuare con certezza il sistema di smaltimento finale delle acque reflue domestiche né di verificare la regolarità autorizzativa dello scarico rappresentato negli elaborati progettuali. E' stato quindi richiesto in particolare di chiarire in maniera univoca il sistema di smaltimento delle acque reflue domestiche effettivamente esistente e/o previsto in progetto, specificando se il recapito finale avvenga in pubblica fognatura previo trattamento mediante vasca Imhoff, o mediante impianto di evapotraspirazione ovvero mediante altra soluzione tecnica da descrivere dettagliatamente.
In conclusione, l’ufficio ambiente ha posto in capo alla società proponente molteplici rilievi e criticità al progetto presentato, alle quali dovrà essere data esaustiva e dettagliata risposta, a tutela del suolo, del sottosuolo e delle risorse idriche'.