


VITERBO – Dopo tre anni di stop, torna a Bagnaia, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Rocco, uno dei piatti simbolo della tradizione del borgo viterbese: gli stracci.

Piatto povero della cucina bagnaiola, gli stracci sono una pasta fresca preparata semplicemente con acqua e farina. La tradizione li vuole accompagnati da condimenti robusti, dal sugo con carne di maiale e spuntature fino all'amatriciana, senza dimenticare una generosa spolverata di pecorino.
Come si preparano?
Gli stracci di Bagnaia devono il loro nome proprio al particolare metodo con cui vengono preparati. Alla base c'è un impasto semplice, composto soltanto da acqua e farina, lavorato fino a ottenere una sfoglia piuttosto spessa. Questa viene prima tagliata in strisce e successivamente “strappata” a mano, ricavandone piccoli pezzi irregolari e di dimensioni differenti: da qui il nome di stracci.
Una volta preparati, possono essere lasciati riposare e asciugare sulla spianatoia prima della cottura oppure essere immersi direttamente nell'acqua bollente. Terminata la cottura, la preparazione segue un procedimento caratteristico: dopo aver tolto la pentola dal fuoco si elimina parte dell'acqua, si aggiunge una manciata di sale grosso e si versa immediatamente dell'acqua fredda, per poi scolare rapidamente la pasta.
La storia dietro questo piatto
Ma dietro un piatto tanto povero quanto semplice si nasconde anche una storia tramandata dalla tradizione popolare bagnaiola. Secondo la tradizione, le sue origini sarebbero legate al periodo dell'assalto di Bagnaia da parte dei Lanzichenecchi, quando nel paese sarebbero rimasti principalmente donne, anziani e bambini.
Secondo il racconto, furono proprio le donne di Bagnaia, costrette a fare i conti con la scarsità di cibo, a ingegnarsi utilizzando ciò che avevano a disposizione, dando vita a una pasta fatta solamente di acqua e farina.
La tradizione lega quegli stessi avvenimenti anche alla profonda devozione dei bagnaioli per la Madonna della Quercia, invocata durante quei difficili giorni e alla quale viene attribuita la protezione del paese e la fuga delle truppe assedianti.