ANNO 16 n° 274
San Raffaele spa, mobilitazione a Velletri
Nota della direzione
29/09/2011 - 15:39

La manifestazione di protesta, durante la quale un degente e alcuni dipendenti si sono incatenati al cancello della casa di cura San Raffaele, è avvenuta a Velletri e non a Viterbo. I lavoratori di Viterbo hanno solo espresso solidarietà nei confronti dei loro colleghi.

E’ quanto precisa il direttore operativo dell’ex Villa Buon Respiro Mario Mereu, in relazione all’articolo pubblicato il 25 settembre scorso. Prendiamo atto di quanto comunicato da Mereu e ci scusiamo per l’imprecisione, sottolineando tuttavia che la nota sindacale pervenuta a questa redazione recitava testualmente: “Pazienti e lavoratori si sono incatenati davanti alla struttura sanitaria del San Raffaele a Viterbo contro la sua chiusura. L'episodio è avvenuto all'alba, quando un malato si è incatenato al cancello principale di ingresso bloccandolo ed impedendo l'ingresso delle auto…”. La nota sindacale proseguiva affermando: “ I manifestanti, che hanno chiesto di parlare con la presidente della Regione Lazio Renata Polverini e minacciato lo sciopero della fame, hanno denunciato la disparità di trattamento tra l'ospedale di Velletri e le altre realtà sanitarie laziali e del territorio, pubbliche e private, che nonostante abbiano gravissimi problemi strutturali ed assenza di certificati di agibilità e di prevenzione incendi, non vengono chiuse ma bensì oltremodo tutelate'.

Evidentemente è stato l’estensore della nota a confondere Viterbo con Velletri. Per quanto riguarda il ritardo nel pagamento degli stipendi, che la direzione operativa asserisce di “aver sempre assicurato”, e il “debito” di due milioni che la San Raffaele avrebbe con il comune di Viterbo, prendiamo atto di quanto sostenuto dai responsabili della struttura, secondo i quali “gli oneri accessori ( i due milioni di euro, ndr) e la realizzazione delle opere avverranno non appena sarà stata completata la procedura per il nuovo insediamento”.

Anche in questo caso, tuttavia, si precisa che i ritardi nei pagamenti degli stipendi sono stati più volte denunciati dai sindacati e dallo stesso personale, mentre i due milioni di oneri da versare al comune sono stati oggetto di dibattito in consiglio comunale e, per ultimo, di un intervento del capogruppo del Pd a Palazzo dei Priori.






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