ANNO 16 n° 274
San Pellegrino incontra la politica
Ieri l'incontro con la candidata del Pd Daniela Boltrini
08/02/2013 - 11:16

VITERBO - Si è svolto ieri l’incontro della candidata Daniela Boltrini nel quartiere medievale di San Pellegrino, presso i locali dello scultore Fiorenzo Mascagna: “È un’iniziativa nata dall’idea di condividere questo spazio che ho aperto alla dialettica con i nostri rappresentanti, per spostare la loro attenzione anche su questo quartiere e sull’arte in generale” dice Fiorenzo, “perché in un momento in cui molte attività a Viterbo stanno chiudendo, nel quartiere di San Pellegrino invece, nascono. E’ un quartiere molto vivace, la sera vi sono locali che ospitano giovani, musica dal vivo e cultura. Dovrebbe vivere così anche di giorno”.

Daniela Boltrini prende la parola, ringraziando i tanti che sono intervenuti nonostante il tempo. “In un tempo di così profonda crisi a cosa può servirci l’arte? Questo quello che hanno pensato i nostri passati governi che, stretti dalla morsa della crisi finanziaria, non hanno saputo né voluto valorizzare il nostro patrimonio artistico e culturale. Se è necessario tagliare si inizia sempre dalla scuola e dalla cultura. L’Italia possiede da sola tra il 60 e il 70% del patrimonio culturale mondiale. E la cosa più importante è che la ricchezza del nostro patrimonio artistico non risiede nella quantità ma piuttosto nella qualità”.

La candidata continua spiegando che il patrimonio più importante non è neanche quello raccolto nei musei, quello più prezioso è contenuto, spesso nascosto nei nostri paesi: ogni centro storico d’Italia è luogo d’arte, “passeggiamo per San Pellegrino, uno dei centri medievali meglio conservati d’Italia, e non ci accorgiamo che stiamo camminando nella storia, respirando arte. Questo quartiere è il frutto di un accumulo plurisecolare di ricchezza e civiltà”.

Dobbiamo sfruttare questo patrimonio che ci è stato donato è che è lì a portata di mano, in alcuni casi è chiuso al pubblico (vedi il Palazzo Alessandri) o completamente dimenticato (penso alla necropoli di Norchia) e che invece potrebbe essere la leva per produrre ricchezza, attirare turisti ed investitori. “Vi faccio un esempio”, continua la Boltrini ”il Museo di Bilbao ha risollevato l’economia di una città che non aveva nessuna vocazione in particolare, non era una città particolarmente bella né industriale. Un museo è riuscito a risollevare l'intera economia di una città attirando milioni di turisti da tutte le parti del mondo. La Tuscia è come uno scrigno, piena di ricchezze artistiche, paesaggistiche e naturali e la chiave per aprirlo la possediamo solo noi. E non c’è da costruire nulla, è tutto qui a portata di mano.

Apriamo la Tuscia al turismo e alla cultura e rendiamola il grande attrattore artistico e culturale della nostra Regione.

 

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