ANNO 16 n° 20
San Faustino, sigillato il “palazzo del degrado”: chiusi gli accessi dopo il sopralluogo
L’operazione il 19 gennaio tra via Bellavista e via Sant’Agostino. Nell’edificio vivevano abusivamente una decina di persone, trovati rifiuti e segni di bivacco. Restano le transenne per il rischio crolli
20/01/2026 - 11:31

VITERBO - Il palazzo abbandonato di San Faustino è stato finalmente chiuso. Nella mattinata del 19 gennaio è scattato l’intervento che ha portato alla chiusura degli accessi dell’immobile tra via Bellavista e via Sant’Agostino, da anni simbolo di degrado e insicurezza. L’operazione arriva a distanza di mesi dalla posa delle transenne, installate a marzo 2025 per proteggere i passanti dalla caduta di calcinacci.

Prima della chiusura definitiva, gli agenti della polizia locale hanno effettuato un sopralluogo all’interno della struttura. La situazione riscontrata ha confermato le segnalazioni: l’edificio era utilizzato come rifugio abusivo da circa una decina di persone. Tra stanze pericolanti e muri scrostati sono stati rinvenuti cumuli di rifiuti, tracce di bivacchi e segni evidenti di un utilizzo improprio degli spazi.

Conclusi i controlli, gli operai hanno provveduto a blindare tutte le entrate, impedendo nuovi accessi. Un intervento che rappresenta il secondo passo di una vicenda complessa, finita anche al centro del dibattito politico cittadino. L’amministrazione comunale aveva infatti lanciato un ultimatum alla proprietà privata, la cui individuazione ha richiesto un lungo lavoro da parte degli uffici comunali per la notifica degli atti di messa in sicurezza.

Resta però aperto il nodo della stabilità dell’edificio. Le transenne lungo via Bellavista non verranno rimosse finché non saranno eliminati i rischi di distacco della facciata, ancora evidenti. In assenza di un intervento rapido da parte dei proprietari, il Comune è pronto ad avviare lavori in mora per il consolidamento strutturale, rivalendosi poi sui titolari dell’immobile.

La chiusura del palazzo segna un primo passo verso il ripristino del decoro e della sicurezza nella zona, ma la partita sulla riqualificazione dell’area resta ancora tutta da giocare.






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