

VITERBO – ''Salviamo l’antica la chiesa di Santa Maria Maddalena e restituiamola ai viterbesi, anche a costo di promuovere una raccolta fondi tra i cittadini''. Questo, in estrema sintesi, l’appello lanciato circa tre mesi fa dal professor Enzo Bentivoglio, ordinario di Storia della Città e del Territorio, autore insieme alla moglie Simonetta Gualtieri, ordinario di Restauro architettonico, del progetto di recupero delle ex scuderie di Sallupara.
Bentivolglio ha inviato una lettera al sindaco Leonardo Michelini, agli assessori, al presidente del consiglio comunale, a tutti i capogruppo, con la quale segnala ''la possibilità che un bene architettonico pregnante di storia - in particolare quella al 'femminile',- pregevole per la sua interna architettura cinquecentesca nonché per gli affreschi, che 'desiderano' offrirsi di nuovo agli occhi, ritorni al godimento e a una nuova funzione socio-culturale per la città''.
Il professor Bentivoglio si riferisce, come detto, alla chiesa di santa Maria Maddalena con le sue pertinenze, situata laddove via Valle Piatta s’immette in Valle Faul. ''Detta chiesa – sottolinea lo studioso - fu sede della omonima, antica e importantissima Confraternita. Le strutture più antiche risalgono del XII secolo. Fu 'modernizzata' al tempo del vescovo Giovan Francesco Gambara (1567), per opera dell’architetto viterbese Camillo Labruzza, lo stesso che costruì, per l’imperatore Carlo V le fortezze di Orbetello e Porto Ercole''.
Dopo aver ricordato che la chiesa ''e altri corpi di fabbrica, flessibili per nuove destinazioni d’uso”, saranno messi all’asta dal tribunale di Terni, con una base “incongrua” per il valore storico e il possibile futuro uso socio-culturale per Viterbo, il professor Bentivoglio esorta i ''rappresentanti della civitas di Viterbo'', ad adoperarsi affinché non si perda l’occasione di riportare al pubblico e al collettivo godimento estetico e di funzione un bene che in lontani tempi ''grigi'' fu improvvidamente alienato. ''Inneschiamo una pubblica raccolta di fondi - suggerisce Bentivoglio, quel crowdfunding cui altre collettività si rivolgono e si affidano e se ciò accadesse l’auspicio è che voi, noi tutti saremmo tra i primi a impegnarci'''.
Fin qui l’appello di Bentivoglio. C’è poi la storia recente dell’ex chiesa, piena di ombre e, sotto certi aspetti, in odor d’illegalità. A seguito di una serie di passaggi di proprietà, la cui legittimità almeno in alcuni casi sarebbe tutta da dimostrare, nel 2001, l’immobile finì in possesso della The Globe Int. Srl di Orvieto che, per l’occasione ottenne un consistente prestito da una banca locale. Ma dopo aver pagato regolarmente una parte di rate d’ammortamento, della società, quindi delle rate del mutuo, si perse ogni notizia.Tanto che il tribunale di Terni l’ha dichiarata fallita e ha messo all’asta l’ex chiesa al fine di recuperare almeno una parte della somma. Il perito incaricato della perizia estimativa ha valutato l’immobile 300mila euro. In sostanza il 50% del prestito concesso dalla banca. Ma è ragionevolmente presumibile che la chiesa, ammesso che trovi un acquirente, possa essere acquistata a 130-160mila euro.
Nel frattempo, l’interno è stato completamente devastato: sono stati eseguiti molti scavi clandestini, è sparito un altare in peperino e altri decori, compreso uno stemma cinquecentesco del cardinal Gambara. Inoltre, sono stati fatti dei saggi sugli affreschi. Probabilmente le prove per lo ''strappo''.
La messa in vendita dell’immobile dal parte del tribunale fallimentare di Terni è scivolata per l’insorgere di alcuni problemi burocratici. Poi è arrivato l’appello con cui il professor Bonfiglio esorta Palazzo dei Priori e tutti i viterbesi a salvare al patrimonio pubblico l’ex chiesa di santa Maria Maddalena. Ora non resta che aspettare. E sperare.