

E' stata riportata in superficie stamattina Anna Bonini, la speleologa bresciana di 36 anni rimasta intrappolata, perché ferita, da domenica pomeriggio in una grotta sull'altopiano di Cariadeghe. Le operazioni di salvataggio erano cominciate nel secondo pomeriggio di domenica. La donna, le cui coindizioni non sono preoccupanti, era a 250 metri di profondità.
Era stato uno degli altri tre speleologi che erano con lei, dopo tre ore di risalita, a chiamare i soccorsi. La Bonini era stata già fatta risalire per circa 50 metri. Nella grotta hanno lavorato una sessantina di volontari: si tratta di tecnici della delegazione lombarda e veneta del Soccorso alpino. Al lavoro anche squadre di fochini che con microcariche esplosive che hanno allargato la cavità nei punti più stretti per permettere il passaggio della barella. La donna, stando a un primo esame medico, avrebbe riportato la frattura di tibia e perone.
La grotta si trova all'interno del monumento naturale Altopiano di Cariadeghe, sito di importanza comunitaria che occupa la porzione nord-occidentale dell'omonimo massiccio calcareo nel comune di Serle, piccolo paese a circa 20 chilometri da Brescia in direzione del lago di Garda. Si tratta di tipico altopiano carsico dove l'acqua nella roccia ha creato morfologie del tutto particolari. Le doline (valli) costituiscono l'elemento del paesaggio più diffuso e più rappresentativo di Cariadeghe: sono depressioni del terreno di varie dimensioni e profondità. Al fondo o sui versanti di alcune doline si aprono cavità percorribili dagli speleologi spesso costituite da veri e propri pozzi verticali.
In passato gli abitanti di Cariadeghe hanno saputo sfruttare le singolari condizioni ambientali che caratterizzano le grotte, destinandole alla conservazione dei locali prodotti caseari. Lo studio delle cavità, condotto da generazioni di speleologi, ha evidenziato come l'Altopiano rappresenti sotto il profilo idrogeologico il territorio più produttivo delle Prealpi bresciane e la presenza di una fauna sotterranea ricca di elementi endemici.
(Repubblica.it)