ANNO 16 n° 274
Salvaguardia del territorio,
delibera-quadro nel dimenticatoio
Ancora una volta č stata messa da parte
22/10/2013 - 17:37

di Stefano Mattei

VITERBO - E’ caduta nell’oblio la delibera-quadro proposta dal comitato 3T per la salvaguardia del territorio.

Il consiglio comunale in un primo momento stracolmo e rumoroso per la “sollevazione” popolare contro la Tares è diventato di colpo deserto per l’abbandono dei tuscanesi e in quel silenzio, maggioranza e minoranza hanno giudicato “superata” questa delibera che oltre un anno fa aveva provocato tante discussioni e proteste. Proteste soprattutto perché del 3T fa parte il comitato antipuzza e la puzza dava fastidio alla gente come le tasse, ma tutti sembrano essere di colpo “scordati” dei rischi che corre il territorio con la proliferazione dei nuovi impianti delle rinnovabili.

Il periodo dell’indignazione contro le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici sembra finito e la puzza fortunatamente non si sente da un po’, quindi la delibera-quadro è cosa “vecchia e inutile”. Una delibera firmata da molte persone, ma che secondo il consiglio “dice poco” e che pecca in alcuni punti, quindi il sindaco Natali ha proposto di chiedere una “grande” delibera-quadro dove dovrebbero essere coinvolti anche provincia e regione e quindi, bisogna dire molto garbatamente, è stata messa ancora una volta da parte.

Nel silenzio però, ad ascoltare bene, si comprendono alcune verità taciute, ad esempio che tutti i paesi della provincia difficilmente si metteranno d’accordo in un documento così ambizioso e se lo faranno, lo faranno probabilmente quando l’astronave intergalattica Enterprise sostituirà la linea del Cotral. Oltre la facile ironia, questo silenzio assordante racconta come la posizione di questo consiglio spesso è una non-posizione.

Forse hanno ragione i consiglieri a dire che concretamente, legalmente, tecnicamente la delibera-quadro ha poco peso, ma che fine hanno fatto le idee? Sulle questioni ambientali e legate a territorio, forse solo il “futurista” assessore Maccarri esprime una posizione decisa, magari si può non condividerla, ma almeno è chiara. Dal resto, fatta eccezione per qualche battaglia “mirata” di Brachetti e occasionalmente Staccini, poco arriva.

In un consiglio comunale dove maggioranza e minoranza si litigano il simbolo della risorgente Forza Italia è evidente come le posizioni specifiche e personali possono anche essere distanti, ma la “sensibilità” generale è la stessa. Questo perché quella che dovrebbe essere l’opposizione è fondamentalmente uguale alla maggioranza e in una “presunta” democrazia questo non è solo poco produttivo, ma può essere addirittura pericoloso.

Culture e idee diverse, possono arricchirsi a vicenda, ma diversi toni del grigio creano solo piattezza. Forse la delibera-quadro non faceva la differenza “concreta”, ma esprimeva un’idea. Una presa di posizione che Tuscania poteva assumere senza aspettare gli altri, una base sulla quale magari generazioni future di politici potevano basarsi e rendere concreta, sperando che questa classe dirigente per l’eternità non continui a scambiarsi di posto in quelle sedie messe in circolo davanti al tavolo del consiglio.

Un’idea magari non è concreta come puzza e tasse, magari interessa meno alle persone, ma solo dalle idee possono nascere i cambiamenti e su questo Tuscania ancora deve crescere molto. Per ora deve tenersi solo persone che litigano per chi sia il figlio “legittimo” di Silvio Berlusconi e il silenzio delle tante sfumature del grigio.

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