ANNO 16 n° 293
Salute mentale, a Viterbo il primo Convegno nazionale delle Suore Ospedaliere
Il 22 e 23 ottobre al Palazzo dei Papi esperti di psichiatria e neuroscienze si confronteranno su medicina di precisione e umanizzazione delle cure
20/10/2026 - 15:32

VITERBO – Due giornate dedicate alle nuove frontiere della psichiatria, tra ricerca scientifica, medicina personalizzata e centralità della persona. Giovedì 22 e venerdì 23 ottobre 2026, la Sala Alessandro IV del Palazzo dei Papi ospiterà il primo Convegno nazionale del Ramo ETS delle Suore Ospedaliere, dal titolo “Ospitalità e Innovazione: Nuove Frontiere della Medicina Personalizzata in Psichiatria”.

L’evento, organizzato e gestito da Lopez Eventi e Congressi, provider per la formazione ECM, riunirà esperti di rilievo nazionale e internazionale nei campi della psichiatria e delle neuroscienze. La responsabilità scientifica è affidata al professor Giampaolo Robert Perna, direttore dell’Area Salute Mentale ETS e docente presso la Humanitas University di Milano.

Al centro dell’iniziativa c’è l’evoluzione della psichiatria verso la medicina di precisione, con percorsi terapeutici sempre più personalizzati sulla base delle evidenze neurobiologiche e delle caratteristiche cliniche dei pazienti. L’obiettivo è coniugare l’innovazione scientifica con l’umanizzazione delle cure, valorizzando l’ospitalità, elemento fondante della missione delle Suore Ospedaliere.

Il convegno punta inoltre a rafforzare il ruolo dei presidi di Villa Rosa a Viterbo e Villa San Giuseppe ad Ascoli Piceno come centri attivi di ricerca scientifica, in sinergia con l’esperienza di Villa San Benedetto Menni, ad Albese con Cassano, in provincia di Como. L’intento è promuovere un modello integrato capace di mettere in relazione ricerca clinica, assistenza e riabilitazione.

Le sessioni scientifiche affronteranno alcune delle principali sfide della psichiatria contemporanea, dalle dipendenze da sostanze e comportamentali alla doppia diagnosi, dallo spettro ansioso-ossessivo alla depressione maggiore, fino ai disturbi somatoformi e alle sindromi dolorose resistenti. Spazio anche alle più recenti acquisizioni in psicofarmacologia, alle basi neurobiologiche dei disturbi e all’impiego di tecnologie innovative per la valutazione delle funzionalità motorie.

Due giornate di confronto scientifico

I lavori prenderanno il via nel pomeriggio di giovedì 22 ottobre, dopo il benvenuto e i saluti istituzionali delle autorità civili, religiose e sanitarie. La prima giornata sarà dedicata in particolare alle dipendenze patologiche e alla doppia diagnosi.

Tra i relatori figurano il professor Alberto Siracusano, indicato nel programma come presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il professor Stefano Pallanti dell’Istituto di Neuroscienze di Firenze, il professor Gabriele Sani del Policlinico Gemelli, il dottor Simone De Persis, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche della Asl di Rieti, e il professor Alessandro Vento, presidente dell’Osservatorio sulle Dipendenze e responsabile del CSM RM2.

Venerdì 23 ottobre le sessioni proseguiranno con approfondimenti sullo spettro ansioso, sulla diagnosi differenziale nei disturbi affettivi e somatoformi e sulle nuove tecnologie applicate alla pratica clinica. Interverranno, tra gli altri, il dottor Paolo Cavedini di Villa San Benedetto Menni, il professor Paolo Girardi dell’Università La Sapienza di Roma e il dottor Manuel Martín Carrasco, presidente del patronato della FIDMAG Research Foundation delle Hermanas Hospitalarias in Spagna.

La “Carta di Viterbo” per la ricerca psichiatrica

Il momento conclusivo del convegno sarà dedicato alla sottoscrizione della “Carta di Viterbo per la Ricerca Psichiatrica”, prevista venerdì 23 ottobre alle ore 17.10. Il documento sarà firmato dai direttori scientifici Giampaolo Robert Perna, Vittorio Digiacomantonio e Alessandro Valchera.

La Carta definirà gli obiettivi comuni di ricerca clinica integrata per il prossimo triennio, impegnando le strutture di Viterbo, Ascoli Piceno e Albese con Cassano in un percorso condiviso. Tra le prospettive indicate figurano l’avvio di studi multicentrici e la standardizzazione dei protocolli riabilitativi.

L’appuntamento rappresenta così un’occasione di confronto tra professionisti e istituzioni per rafforzare la collaborazione scientifica e sviluppare approcci terapeutici sempre più mirati, senza perdere di vista la dimensione umana dell’assistenza. Un percorso che punta a far dialogare innovazione e accoglienza, nella convinzione che il progresso della ricerca psichiatrica debba accompagnarsi alla cura della persona nella sua interezza.






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