ANNO 16 n° 275
Salme estumulate contro ogni regolamento, in cinque alla sbarra
Parte civile un'agenzia funebre: ''Completamente tagliati fuori, abbiamo chiuso l'attivitą''
20/12/2018 - 07:06

BASSANO ROMANO – (b.b.) Avrebbero favorito e permesso ad una specifica agenzia funebre di estumulare cinque salme e trasferirle da un fornetto ad un altro, fuori dal periodo in cui sarebbe permesso farlo. Tagliando fuori, con le più diverse scuse e giustificazioni, una seconda impresa con cui il Comune non avrebbe mai avuto rapporti.

Per questo in cinque sono finiti alla sbarra: tutti accusati di abuso di ufficio si tratta di tre dipendenti comunali di Bassano Romani e due proprietari dell’agenzia funebre che secondo la Procura sarebbe stata favorita dal Comune.

''Nonostante il contratto di appalto e collaborazione tra di loro fosse stato stipulato nel 2006 e si fosse concluso nel 2010, il Comune e tale impresa hanno continuato a mantenere in piedi la collaborazione attraverso affidamenti di lavoro diretti'', ha spiegato in aula il comandante della stazione dei Carabinieri di Bassano, Andrea De Fusco.

E proprio in nome di questo rapporto, secondo la magistratura di Viterbo, il Comune avrebbe tentato in ogni modo di favorire l’agenzia per tutte le opere – di manutenzione o straordinarie – che avrebbero interessato il cimitero.

A far scattare la denuncia a loro carico uno specifico episodio del maggio 2014.

''Volevamo trasferire mio fratello da un fornetto provvisorio ad uno di proprietà – ha spiegato la donna – così ci siamo rivolti ad un’agenzia che conoscevamo, la San Giorgio''.

''Peccato che ogni volta che provavamo ad avvicinarci in Comune per depositare e ritirare tutti i documenti del caso, il responsabile del settore si negava – le ha fatto eco il proprietario dell’impresa funebre, oggi costituitosi parte civile - una volta era in ferie, una volta non c’era. Un’altra ancora ci disse che quello non era il giusto periodo dell’anno per procedere con le estumulazioni. E così ci siamo messi l’anima in pace: avremmo dovuto aspettare l’arrivo dell’autunno''.

Poi però la sorpresa: ''Pochi giorni dopo, il cimitero era chiuso – ha spiegato il maresciallo De Fusco – agli ingressi c’erano tre cartelli di divieto di accesso per lavori in corso''. Ad appenderli, sarebbe stata proprio la ditta affiliata al Comune di Bassano. ''Stavano procedendo con le estrazioni delle bare''.

Da qui la denuncia della San Giorgio per abuso d’ufficio e l’indagine dei carabinieri.

Cinque rinvii a giudizio e un processo di fronte al collegio di giudici: si tornerà in aula a marzo.




Facebook Twitter Rss