ANNO 16 n° 276
Sale da gioco rapinate
Indagato un viterbese,
la ragazza sarebbe
la basista della banda
12/06/2015 - 15:43

PERUGIA - Sono ritenute responsabili di tre rapine compiute nel 2013 in due sale giochi di Perugia quattro persone indagate al termine di articolate indagini condotte dalla squadra mobile della questura. Tra gli organizzatori dei colpi c’è anche un viterbese, Marco Puglisi, 35 anni, ex calciatore che ha militato, tra le altre squadre, anche nella Sorianese e residente a Perugia da qualche anno, e la sua fidanzata, Manuela Iamunno, 39enne di origini campane, ma residente a Bastia Umbra, basista della banda. Gli altri due sono Michele Flemma e Gabriele Pompili, quarantenni perugini, entrambi pluripregiudicati per reati specifici.

Nei loro confronti il pm ha emesso un provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, ma sono in corso ulteriori accertamenti, da parte della mobile, per risalire ad altri eventuali colpi commessi dai quattro indagati.

La prima delle tre rapine in questione risale al 25 marzo 2013 in un'agenzia di scommesse in via Settevalli. Alle 4,30 del mattino Flemma e Pompili, secondo la ricostruzione dei fatti da parte della polizia, indossando i passamontagna e, minacciando i dipendenti con una pistola-giocattolo identica a un'arma vera, riuscirono a impossessarsi dell'incasso, pari a circa 8.500 euro in contanti. Fuggirono poi a bordo di una Fiat Punto della madre di uno dei due banditi. Qualche giorno più tardi, l'8 aprile 2013, con modalità analoghe fu rapinata una sala giochi, in via Pievaiola, con un bottino più consistente, di circa 15mila euro. In questo caso, secondo la polizia, una delle due commesse, la compagna di Puglisi, Manuela Iamunno era la basista, e avrebbe fornito utili informazioni al suo fidanzato a sua volta in contatto con i malviventi. Quest'ultima sala giochi, il 24 giugno 2013 fu di nuovo presa di mira dai rapinatori, che riuscirono a impossessarsi di circa 7.500 euro contenuti nella cassaforte. A differenza della volta precedente, in questo caso la commessa ritenuta dagli investigatori presunta basista dei rapinatori, non era presente al momento del colpo.

Gli inquirenti hanno definito la banda come ''un’organizzazione familiare davvero meticolosa''. Lo spunto d’indagine è l’arresto in flagranza di uno dei due componenti operativi del gruppo, Gabriele Pompili, arrestato in flagranza dai poliziotti l’8 luglio 2013, nel corso di una successiva rapina compiuta al Banco Metalli Italiano. Dopo l’arresto, Pompili ha avviato una collaborazione con gli investigatori chiamando in causa il suo complice storico, Flemma. Anche quest’ultimo ha poi deciso di collaborare con la polizia per ricostruire i fatti e individuare i complici.

Nell’organizzazione delle rapine, il viterbese Marco Puglisi è stato definito il personaggio chiave del gruppo in quanto tramite tra i rapinatori e la sua fidanzata, Manuela Iamunno, impiegata nella sala giochi scelta come obiettivo per i colpi. In base a quanto emerso dall’attività d’indagine, le rapine sono precedute da un segnale telefonico dato dalla ragazza ai rapinatori, tramite il suo compagno che manteneva uno stretto contatto con loro. Ora i 4 indagati dovranno rispondere, in concorso, delle 3 rapine ricostruite dalla polizia. Saranno successive ed ulteriori indagini della Mobile ad accertare quante e quali altre rapine siano riconducibili alla banda.






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