

VITERBO - Ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2012, spenderà 403 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore. Queste le cifre secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio.
''La crisi economica e una stagione autunnale caratterizzata da un clima mite - sottolinea Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio - non hanno di certo favorito le vendite di capi d'abbigliamento della collezione autunno/inverno. E anche a dicembre abbiamo dovuto fare i conti con un Natale all'insegna del risparmio e di molta prudenza negli acquisti. Inoltre, i margini delle imprese hanno subito un'ulteriore riduzione perché per sostenere consumi già deboli i commercianti, laddove possibile, hanno assorbito l'aumento dell'Iva dal 20% al 21% deciso quest'estate. Ora con l'avvio dei saldi confidiamo in una boccata d'ossigeno per le vendite''.
E sulla data unica di partenza dei saldi è perentorio il giudizio di Borghi: ''la fruttuosa collaborazione tra Federazione Moda Italia e le Regioni ha portato all'adozione su quasi tutto il territorio nazionale della data del 5 gennaio per l'inizio dei saldi, evitando, da un lato, spiacevoli diatribe e competizioni interregionali e, dall'altro, disordine, incertezze e un'anacronistica anarchia territoriale''.