ANNO 16 n° 185
Saldi estivi 2026 al via, ma quanti hanno gią comprato? La mappa degli sconti 'anticipati'
Pił di un terzo degli italiani ha gią fatto acquisti. Confesercenti lancia l'allarme: «Il sistema va cambiato, i negozi di vicinato stanno scomparendo
04/07/2026 - 00:59

VITERBO - Pronti, partenza... saldi! Oggi, sabato 4 luglio scatta ufficialmente l'ora delle grandi occasioni estive in quasi tutta Italia (fatta eccezione per Trento e Bolzano). Ma siamo davvero sicuri che sia l'inizio di qualcosa? A guardarsi intorno nei negozi e online, sembra proprio che la corsa all'affare sia iniziata già da un pezzo.

E voi, avete resistito alla tentazione o avete già ceduto a qualche 'pre-salto'?

Se avete già acquistato a prezzo scontato, sappiate che siete in ottima e abbondante compagnia. Secondo l'ultima indagine Ipsos per Fismo (la Federazione Italiana Settore Moda di Confesercenti), ben il 36% degli italiani ha già svuotato il carrello prima del via ufficiale. Più di un cittadino su tre.

Chi compra prima? Identikit dello scontrino anticipato

La voglia di sconti non è uguale per tutti, e la geografia degli acquisti anticipati disegna un'Italia molto precisa:

  • Il Sud e le Isole guidano la classifica: qui la quota di chi ha già comprato a prezzo ridotto sale al 42%, contro il 33% del Nord e il 32% del Centro. Il picco minimo? Nel Nord-Ovest, dove si ferma al 28%.

  • Questione di età: i veri cacciatori di sconti anticipati sono i giovani. Quasi un under 35 su due (48%) ha già fatto acquisti, mentre tra gli over 35 la percentuale scende al 31%.

Cifre curiose, certo, ma che per la Fismo nascondono un problema enorme: un sistema che, così com'è, non funziona più.

Dietro le vetrine: la crisi silenziosa dei nostri negozi

Mentre noi cerchiamo l'affare della stagione, c'è un settore che sta lottando per sopravvivere. Avete notato quante serrande si sono abbassate di recente nelle vie del vostro centro storico? Non è un'impressione: tra il 2019 e il 2025 hanno chiuso oltre 18mila negozi di abbigliamento e calzature (-13,5%), cancellando 17mila posti di lavoro. Inoltre, la spesa delle famiglie per la moda è crollata, passando dal 7% al 3,7% dei consumi totali.

I negozi indipendenti, quelli di fiducia sotto casa, negli anni '80 dominavano il 75% del mercato. Oggi pesano appena per il 20-25%.

«I saldi rappresentano da sempre una boccata d'ossigeno per le imprese e una reale opportunità di qualità per i consumatori» spiega Lina Novelli (Presidenza Fismo Nazionale e Confesercenti Provinciale), che invita tutti a comprare nei negozi tradizionali. «Ma il valore delle vendite di fine stagione, che vale il 25-30% del fatturato annuo, si è costantemente eroso a causa di promozioni selvagge».

La giungla del web e dei finti divieti

Il problema vero è che le regole attuali esistono solo sulla carta. Sulla carta, infatti, ci sarebbe il divieto di fare promozioni nei 30 giorni prima dei saldi. Nella realtà, tra SMS privati, sconti online e 'black friday' estivi, la concorrenza è diventata sleale.

«Non si può più lasciare questa materia in mano alle Regioni» attacca duramente Francesca Recine, Presidente nazionale di Fismo. «Serve una legge nazionale, chiara e semplice, esattamente come si è fatto per gli orari di apertura».

La proposta: spostare i saldi ad agosto (e come puoi firmare anche tu)

Per salvare il commercio di prossimità, Confesercenti e Fismo hanno lanciato una petizione ufficiale alla Camera dei Deputati che ha già raccolto le firme di 3mila imprenditori. Cosa chiede?

  1. Posticipare i saldi: farli iniziare alla fine della prima settimana di agosto per l'estate e di febbraio per l'inverno (quando la stagione è davvero 'alla fine').

  2. Durata massima: limitare i saldi a soli 30 giorni.

  3. Regole per l'online: controlli severi sul web per evitare che i colossi dell'e-commerce distruggano i negozi fisici.

A sostenere la battaglia c'è anche Vincenzo Peparello, Presidente della Confesercenti Provinciale: «È un intervento necessario. Trattandosi di saldi di 'fine stagione', non possono essere anticipati a quando la stagione è ancora nel vivo, alterando la gestione economica delle aziende».

Vuoi far sentire la tua voce? Se credi che i negozi del tuo quartiere vadano difesi, puoi firmare la petizione direttamente sulla piattaforma della Camera dei Deputati, accedendo in pochi secondi tramite SPID o CIE.

Perché, come ricorda Francesca Recine, «dietro ogni serranda che si abbassa, c’è una comunità che rischia di scomparire».






Facebook Twitter Rss