ANNO 16 n° 272
Salario medio annuo: maglia nera per la Tuscia
Con poco più di 16mila euro l'anno è ultima nella regione. Mannino (Cisl):'Necessario combattere precariato e lavoro povero'
Alessandra
25/07/2023 - 07:05
di Alessandra Sorge

 

Salario medio annuo: maglia nera per la Tuscia
Con poco più di 16mila euro l'anno è ultima nella regione. Mannino (Cisl):'Necessario combattere precariato e lavoro povero'
VITERBO - In provincia di Viterbo i lavoratori dipendenti del settore privato hanno percepito, nel 2021, una retribuzione media annua di 16.409 euro. Meglio di noi le province di Roma, Frosinone, Rieti e Latina. In altre parole la Tuscia si colloca in ultima posizione nella graduatoria regionale, e all'86esimo posto nella classifica nazionale stilata dalla Cgia di Mestre su dati Inps. 
Un piazzamento decisamente deludente per il territorio viterbese, peggiore in termini assoluti rispetto alle altre province italiane. Dopo di noi tutte province del sud, che segnano un divario salariale, rispetto al nord, di circa il 34 per cento.
Solo Milano, in testa alla classifica, registra una retribuzione media annua pari a 31.202 euro, quasi il doppio rispetto alla provincia di Viterbo. Qui il numero medio di giornate retribuite è stato pari a 224,6 giorni con una retribuzione media giornaliera di soli 73,05 euro.
' I dati illustrati in questo studio - commenta Fortunato Mannino, segretario provinciale Cisl, ci dicono che la bassa retribuzione nella nostra provincia è dovuta sicuramente da un mix di fattori che va discusso e calato nella realtà territoriale in cui viviamo, la cui economia è trainata dal settore turistico e dei servizi'
'Oggi purtroppo il mercato del lavoro è caratterizzato non solo da un alto tasso di precarietà, ma anche dalla presenza insistente del cosiddetto lavoro povero. Ci sono molti lavoratori intermittenti, soprattutto nei servizi, e tantissimi stagionali legati al mondo del turismo, alto fattore che di certo non contribuisce a risollevare il dato'.
La soluzione, secondo il segretario generale della Cisl Viterbo è:'Cominciare ad intervenire anche a livello provinciale e settoriale con accordi di secondo livello  per rendere il lavoro stagionale più ricco e appetibile. Tali accordi permetterebbero di recuperare parte del salario attraverso il welfare e potrebbero essere la chiave di volta per aumentare le buste paga dei lavoratori. Alla politica - conclude - spetta un compito importante: quello di far incontrare le aziende con i sindacati per rinnovare i contratti collettivi nazionali di lavoro per adeguare i salari al costo della vita, diventato per molti sempre più insostenibile'.


VITERBO - In provincia di Viterbo i lavoratori dipendenti del settore privato hanno percepito, nel 2021, una retribuzione media annua di 16.409 euro. Meglio di noi le province di Roma, Frosinone, Rieti e Latina. In altre parole la Tuscia si colloca in ultima posizione nella graduatoria regionale, e all'86esimo posto nella classifica nazionale stilata dalla Cgia di Mestre su dati Inps.

Un piazzamento decisamente deludente per il territorio viterbese, peggiore in termini assoluti rispetto alle altre province italiane. Dopo di noi tutte province del sud, che segnano un divario salariale, rispetto al nord, di circa il 34 per cento. Solo Milano, in testa alla classifica, registra una retribuzione media annua pari a 31.202 euro, quasi il doppio rispetto alla provincia di Viterbo. Qui il numero medio di giornate retribuite è stato pari a 224,6 giorni con una retribuzione media giornaliera di soli 73,05 euro.

'I dati illustrati in questo studio - commenta Fortunato Mannino, segretario provinciale Cisl -, ci dicono che la bassa retribuzione nella nostra provincia è dovuta sicuramente da un mix di fattori che va discusso e calato nella realtà territoriale in cui viviamo, la cui economia è trainata dal settore turistico e dei servizi'

'Oggi purtroppo il mercato del lavoro è caratterizzato non solo da un alto tasso di precarietà, ma anche dalla presenza insistente del cosiddetto lavoro povero. Ci sono molti lavoratori intermittenti, soprattutto nei servizi, e tantissimi stagionali legati al mondo del turismo, alto fattore che di certo non contribuisce a risollevare il dato'.

La soluzione, secondo il segretario generale della Cisl Viterbo è:'Cominciare ad intervenire anche a livello provinciale e settoriale con accordi di secondo livello  per rendere il lavoro stagionale più ricco e appetibile. Tali accordi permetterebbero di recuperare parte del salario attraverso il welfare e potrebbero essere la chiave di volta per aumentare le buste paga dei lavoratori. Alla politica - conclude - spetta un compito importante: quello di far incontrare le aziende con i sindacati per rinnovare i contratti collettivi nazionali di lavoro per adeguare i salari al costo della vita, diventato per molti sempre più insostenibile'.






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