ANNO 16 n° 272
Salari medi, Viterbo maglia nera d'Italia: 4mila euro il reddito pro capite
Istituto Tagliacarne: la Tuscia al 106esimo posto sul 107 per lavoro dipendente
Alessandra
22/02/2023 - 07:02
di Alessandra Sorge

VITERBO - Lavoro dipendente, maglia nera per la Tuscia, dove la busta paga di un lavoratore è più leggera di quella di un collega di una qualsiasi altra provincia italiana, ad esclusione di Rieti, fanalino di coda nella classifica retributiva. Secondo quanto rilevato dal centro studi Tagliacarne, che ha preso in considerazione i redditi pro-capite di 107 province italiane e ne ha stilato una graduatoria, la provincia di Viterbo si piazza al penultimo posto con un reddito di soli 4.062,25 euro. Peggio di noi solo Rieti con 3.317,55 euro. Rimandendo nell'orbita laziale, troviamo Roma al quinto posto con un salario medio pari a 17.774,30 e Frosinone al 100esimo posto con 6.055,31 euro pro capite.

Prima in classifica Milano. Sotto la Madonnina i dipendenti sono i meglio pagati d’Italia, con uno stipendio medio di 30.464 euro nel 2021, due volte e mezzo la media nazionale di 12.473 euro e il vuoto cosmico con la provincia di Viterbo

L'analisi 2019-2021

Secondo l’analisi dell'istituto Tagliacarne, in 22 province su 107 un lavoratore dipendente ha perso in media, nel triennio 2019-2021, 312 euro (a fronte di una crescita nazionale di circa 301 euro). Non è questo il caso della provincia di Viterbo dove la variazione percentuale rispetto al 2019 è stata di un + 0,8%, rispetto alla media nazionale stabile a +2,5%. Ciò significa che gli stipendi sono si aumenti, ma in maniera quasi impercettibile.

Va infine sottolineato che nella Tuscia il reddito da lavoro dipendente rappresenta il 27,3% del reddito disponibile (contro il 63,1% della media nazionale e il 90% del capoluogo lombardo), dove per reddito disponibile si intende la somma dei redditi da lavoro dipendente, redditi da capitale, proventi delle attività legate alla produzione per autoconsumo e trasferimenti sociali a cui vengono sottratti imposte e contributi sociali. Di fatto, quindi, rappresenta le risorse che le famiglie hanno a disposizione per consumi e risparmio. Ciò è un indicatore del fatto che una buona fetta dell'economia del viterbese si regge sul lavoro autonomo e su altre forme di reddito diverse dal lavoro dipendente, che anche negli anni della pandemia, quelli a cui fa riferimento lo studio, è riuscito a mantenere saldo il tessuto economico della provincia.






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