ANNO 16 n° 273
Sagra delle fettuccine
Grotte Santo Stefano
Dal 15 al 17 torna la manifestazione organizzata dalla Pro Loco
07/06/2012 - 04:00

VITERBO - Farina, uova, sale e acqua. Questi gli ingredienti della protagonista della sagra più importante che si svolge, ormai da dodici anni, nella frazione viterbese di Grotte Santo Stefano.

Qui le fettuccine sono fatte a mano e riguardo ai condimenti si può scegliere tra ragù, funghi porcini, cinghiale , il tutto accompagnato con gustosi arrosti misti e vino locale. Quest’anno l’appuntamento si rinnova il 15, 16 e 17 giugno e sarà possibile degustare la tipica pasta fatta a mano nei numerosi stand che saranno allestiti per la manifestazione nel piazzale della Pro Loco e via Asmara. Piatto forte della tradizione: il tris di fettucine si compone di un piatto a base di ragù grottano, un piatto con ragù di cinghiale e un piatto di ragù con funghi e salsiccia. Tutti ingredienti locali e magistralmente preparati dalle sapienti mani delle cuoche. Non mancherà la carne alla brace, l’insalata e alcuni piatti tradizionali del paese come i fagioli con le cotiche e la trippa. Il tutto accompagnato dai vini locali e da tanta buona musica. Intrattenimento, con musica dal vivo tutte le sere, serate danzanti per gli amanti del ballo, e per i più giovani discoteca sotto le stelle il sabato sera per una festa popolare gradevole e allegra. Circa 5 o 6 giorni prima dell’inizio della manifestazione il gruppo delle massaie volontarie inizia la lavorazione, esclusivamente a mano, del tradizionale impasto composto da uova fresche, farina bianca e acqua. Successivamente la pasta viene 'spianata' a mano con l'apposito mattarello di legno. L’impasto viene quindi fatto asciugare e leggermente essiccare ed infine tagliato nella caratteristica forma a striscioline strette e lunghe. La sera precedente dal sagra delle fettuccine le donne del paese iniziano la lenta preparazione del sugo, basato sull’antica ricetta paesana. I condimenti sono chiamati tris: ragù di carne, funghi porcini e cinghiale. Durante la serata, dopo l’allestimento dei vari stand, le fettuccine vengono fatte cuocere in grandi caldaie, la pasta viene poi condita e servita ai visitatori.

Oltre alla famosa pasta, durante le serate, vengono servite salsicce, vari tipi di carne alla brace carne e altri prodotti tipici locali.

 

Pro Loco Santo Stefano, eventi dal 1998

L’associazione, senza fini di lucro, conta circa 60 soci

 

L'associazione Pro loco Santo Stefano, oltre alla sagra delle fettuccine, durante l'anno promuove varie attività tra le quali il Natale e il carnevale di Grotte Santo Stefano. Lo scorso anno l’ Associazione Turistica Pro-Loco “Santo Stefano” e la Banda Musicale “Ferentum” hanno realizzato un concerto di Natale “Solidale”, infatti, il ricavato della serata è andata all’Associazione ‘’Bambini cardiopatici di Viterbo’’. Tra le tradizioni popolari di Grotte Santo Stefano è interessante la maschera del carvenale chiamata 'Bucefere'che richiama i riti che accompagnavano la celebrazione dei Lupercalia romani. Il Bucefere, vestito completamente di nero e incappucciato, sfilava il martedì grasso del carnevale, lungo le vie del paese somministrando frustate a coloro che incontrava nel suo percorso. Una volta arrivati in piazza saliva sulla scalinata di una casa e leggeva il proprio 'Testamento' che era composto ad arte per mettere alla berlina i paesani rendendo pubblici fatti e misfatti avvenuti durante l'anno. Il fantoccio poi veniva dato alle fiamme per rappresentare la fine del carnevale. L’Associazione Pro Loco Santo Stefano, associazione senza fini di lucro, è stata costituita nel giugno del 1998 dalla volontà di alcuni cittadini e oggi si compone di circa 60 soci.

 

L’ecomuseo di Grotte Santo Stefano

Promozione e valorizzazione del territorio della Tuscia

Rifacendosi al concetto di Ecomuseo, promuove e valorizza l'esteso territorio della Tuscia come un unico museo diffuso, caratterizzato da paesaggi bellissimi, ricchi di testimonianze storiche ed archeologiche di grande interesse. L'origine vulcanica del territorio, formato prevalentemente da speroni di tufo e peperino che sovrastano ampie vallate ricche di corsi d'acqua, ha favorito l'insediamento umano fin dalla preistoria. Non è difficile infatti trovare testimonianze di insediamenti ipogei scavati nel tufo dove l'uomo ha trovato riparo per sé e per i propri animali. Gli Etruschi hanno lasciato testimonianza della loro presenza nella Tuscia, attraverso le loro tombe affrescate, ricche di vasi, gioelli in oro e monili di grande valore storico e artistico. Dell'età romana, sono presenti strade, ville, teatri, afiteatri e acqedotti ben conservati che ci danno l'idea della grandezza e della potenza della Roma antica. Nel Medioevo, il territorio della Tuscia, si è arricchito di numerosi borghi che oggi costituiscono la maggior parte dei comuni della provincia viterbese, e sono ricchi di tradizioni artistiche, agricole, artigianali, gastronomiche, culturali e religiose. Il Rinascimento nella Tuscia è stato segnato dalla presenza di famiglie molto ricche e potenti, le quali hanno saputo esprimere Cardinali e Papi, come i Farnese e gli Orsini che ci hanno lasciato palazzi e ville di grande vlore. I secoli successivi al rianascimento sono stati caretterizzati dalla presenza dei grandi latifondisti che sfruttarono la povera gente, costretta ad una vita contadina fatta di fatiche di stenti, e dalla povera gente in alcuni casi nacque il fenomeno brigantaggio con personaggi come Domenico Tiburzi detto 'Domenichino' o Luigi Rufoloni detto 'Rufolone' dei quali rimangono storie e leggende.

 

Le attività dell'ecomuseo della Tuscia

Riscoperta e valorizzazione delle feste tradizionali

Studio dell'identità del territorio con pubblicazioni in merito. Collaborazione con altre associazioni, con le scuole, con le pro-loco e con i comuni della Tuscia. Promozione del territorio con visite guidate nei siti archeologici, storici e ambientali. Riscoperta e valorizzazione delle feste tradizionali. Servizio di informazioni turisctiche, organizzazione di gite nel territorio in collaborazione con agenzie turistiche. Riscoperta e promozione delle tradizioni popolari legate al territorio, ricerca e trasferimanto delle conoscenze alle nuove generazioni. L'Ecomuseo della Tuscia, promuove e propone la visita nei luoghi che non sempre sono segnati nelle guide e spesso organizza escursioni in zone poco conosciute ma di grande interesse, che lascia ai visitatori gradevoli sensazioni. I sentieri dell'Ecomuseo sono: Il sentiero verso la cascata dell'Infernaccio, che si snoda in un percorso naturalistico di particolare interesse, nel fondo di una delle forre più profonde del Lazio, dove il salto del torrente Rigo, genera una cascata di rara bellezza. I sentieri di Corviano, Piantorena, Monte Casoli, Monte Bisenzio, dove è possibile visitare antichissimi insediamenti ipogei scavati nel tufo. I sentieri delgi etruschi all'interno della Selva di Malano, dove è possibile vedere alcuni monoliti in peperino utilizzati come altari per riti religiosi o propiziatori, tre questi il più interessante è la piramide etrusca, situata vicino nell'area cimiteriale di Santa Cecilia, nel territorio di Bomarzo. I sentieri medievali, con visite ai resti di firtificazioni e castelli sparsi nel territorio, alcuni visibili all'interno dei borghi e altri nascosti da fitta vegetazine, lungo percorsi naturalistici nel territorio. I alcune occasioni, l'Ecomuseo organizza anche eventi culturali o banchetti con tematiche medievali, presso la corte del castello di Montecalvello. I sentieri dell'antica Roma, vengono organizzati presso le rovine dell'antica città di Ferento 'Civitas splendidissima', presso il parco archeologico di Vulci e presso le tante aree archeologiche risalenti al periodo, dove sono presenti i resti ti antiche terme ed altro. I sentieri rianscimentali, sono organizzati con visite ai palazzi ai parchi e ai giardini presenti nella Tuscia, tra i quali 'Palazzo Farnese' a Caprarola, 'Palazzo Papale' a Viterbo, 'Villa Lante' a Bagnaia, il 'Parco dei Mostri' a Bomarzo e tanto altro.






Facebook Twitter Rss