

Russia con un 4-2-3-1 ibrido: la posizione di Shatov si alterna tra trequarti e mediana, la manovra russa è tutto fuorché fluida e a partire meglio è la Corea, con una buona iniziativa di Son, malamente conclusa col destro da fuori area. La prima frazione è noiosa e imprecisa, Ignashevich prova ad accendere i suoi compagni con una botta da lontanissimo su punizione, Jung risponde presente.
E’ un buon momento per gli asiatici, pericolosi con un sinistro di Koo dal limite dell’area: la deviazione di Ignashevich spiazza Akinfeev, pallone fuori di un nulla. La Russia non c’è, i ragazzi di Hong Myung-Bo – recordman di presenze in nazionale e ora commissario tecnico – continuano a spingere ma Son si conferma poco lucido sotto porta, alzando troppo con il destro dopo un’eccellente sponda aerea di Park. L’avvio di ripresa fa presagire i guai in casa Capello: Akinfeev, su due conclusioni da lontano, deve ricorrere alla presa in due tempi per evitare problemi.
La Corea occupa bene gli spazi, ci prova su palla inattiva ma il colpo di testa di Hong è lento. Kombarov è uno dei migliori della Russia, il terzino spara a rete e trova la respinta di Jung, che ad inizio secondo tempo aveva rischiato grosso su un tiro lento e centrale di Fayzulin. Al 23′ Akinfeev completa la serata da incubo. Buon contropiede coreano, Lee Keun-Ho lo guida centralmente ma perde l’attimo per cambiare fronte.
Il suo destro da fuori è centrale e neanche troppo violento, Akinfeev va per bloccare ma si butta il pallone in porta: Capello è sgomento, il portiere è sotto shock. Serve qualità per provare a riprendere il risultato, il tecnico italiano inserisce Denisov e Kerzhakov dopo aver già dato il via libera a Dzagoev. Il numero 10 è il più ispirato, c’è il suo zampino nell’azione che porta al pari.
Fonte: Repubblica.it