

VITERBO – Avrebbe trovato quel motorino abbandonato all’interno di un parcheggio di un ristorante chiuso a causa dei problemi di salute del proprietario. Così Marco Marcelli, 53 anni, se ne sarebbe appropriato, finendo alla sbarra per ricettazione.
Già noto alle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti, l’uomo è ora recluso nel penitenziario romano di Rebibbia: condannato a tre anni di reclusione per una rissa finita a bottigliate e sprangate contro il proprietario del Bar Country, a Porta Romana, Marcelli, dopo i primi mesi in cella, avrebbe potuto godere degli arresti domiciliari. Se non fosse stato per le sue numerose e ripetute evasioni. Tre, solamente nel giro di una settimana nei primi mesi del 2018: in aula si sarebbe giustificato di essere tornare a Viterbo, dalla casa del padre a Fonte Nuova, in provincia di Roma, per rivedere la compagna. Peccato che, in nome dell’amore o meno, si tratti sempre di evasioni.
E così l’aggravamento della misura disposta dal giudice: per Marcelli, assistito dal suo storico legale, l’avvocato Luigi Mancini, si sono nuovamente aperte le porte del carcere. Nei giorni scorsi, scortato dalla polizia penitenziaria, la trasferta viterbese per assistere all’ennesimo processo che lo vede imputato, per il furto del motorino.
Il 53enne deve rispondere di ricettazione per aver utilizzato quello scooter, rubato dal parcheggio di un ristorante abbandonato nelle vicinanze di piazza del Sacrario.