ANNO 16 n° 273
Rsa, le risorse
nel fondo di riserva
600mila euro nel capitolo Servizi sociali, altrettanti saranno nel bilancio 2016
05/01/2016 - 02:00

VITERBO – Il lieto fine c'è stato, e meno male, ed è arrivato al termine del 2015 a soluzione di una vicenda che ha fortemente caratterizzato l'anno appena concluso, sia per quanto riguarda il Comune di Viterbo, sia per i cittadini coinvolti. Si tratta della vertenza rsa, residenze sanitarie assistenziali, che per mesi ha visto contrapposte le posizioni della giunta Michelini da una parte, decisa dopo i tagli della Regione a non contribuire più al pagamento delle rette alle strutture per pazienti con redditi inferiori ai 13mila euro, e dall'altra quelle dell'Aforsat, l'associazione dei famigliari degli ospiti delle rsa della Tuscia, presieduta da Maria Laura Calcagnini, intenzionata a far rispettare la legge regionale che invece obbliga il Comune a fare la sua parte, tanto da arrivare ad un ricorso (il secondo in pochi anni) al Consiglio di Stato.

In realtà l'accordo tra Comune e Aforsat, arrivato il 31 dicembre in zona Cesarini, proprio in piena crisi di maggioranza e a ridosso del brindisi di mezzanotte, con tanto di cotechino e lenticchie benaugurali, ha suscitato sì soddisfazione, ma in un primo momento anche alcune perplessità. Il Comune, infatti, dopo aver per lungo tempo tenuto il punto sull'impossibilità di far fronte ai costi per scarsità di risorse ed esigenza di tenere in equilibrio i conti, ha improvvisamente fatto dietro front, accogliendo la richiesta dell'associazione di provvedere, come da normativa vigente, alle spese per i più deboli. Bene, bravi. Ma come mai si è deciso proprio adesso di aprire i cordoni della borsa? E, soprattutto, dove ha reperito il Comune i fondi che fino a poco fa diceva di non possedere?

''Il problema delle rsa è molto complesso – spiega l'assessore ai Servizi sociali, Alessandra Troncarelli - perché aspetti di carattere tecnico e contabile non possono non considerare il contesto nel quale vanno ad operare, che nel caso specifico riguarda persone in condizioni di disagio sociale ed economico. L'amministrazione Michelini, oltre a ricercare la soluzione con i propri uffici, dialoga costantemente con la Regione Lazio per reperire risorse. I fondi per procedere al pagamento dei contributi, come già ribadito dal sindaco Michelini negli ultimi giorni, provengono da avanzi di bilancio 2015 e da precedenti esercizi. In caso questi stanziamenti non fossero però sufficienti, al fine di garantire una risposta positiva a tutti gli utenti aventi diritto, saranno impegnate somme nel bilancio 2016''. Si tratta di circa 600mila euro provenienti dal capitolo dedicato ai Servizi sociali del fondo di riserva, mentre una cifra più o meno simile sarà prevista nel prossimo esercizio finanziario 2016.

''Credo sia di estrema importanza sottolineare l'impostazione voluta dare al problema da questa amministrazione – aggiunge Troncarelli - ed il fatto che finalmente si può ragionare partendo da una piattaforma di lavoro condivisa''. Cambia anche il metodo di erogazione della quota spettante al Comune: non più un diretto versamento delle rette direttamente alle strutture sanitarie assistenziali, ma un contributo destinato ai pazienti che poi provvederanno a girarlo alle Rsa. Questo anche per dare più spazio di manovra al comune, che potrà reperire risorse anche in altri settori non specificatamente legati ai Servizi sociali. ''Le risorse verranno erogate sotto forma di contributo agli utenti con quietanza a favore delle strutture – continua la responsabile dei Servizi sociali, che nonostante la crisi di maggioranza e le pressioni da parte della sua corrente interna al Pd, quella che fa capo a Enrico Panunzi, non ha presentato le dimissioni da assessore e ha, anzi, votato in giunta il provvedimento sulle Rsa, dopo aver anche partecipato all’incontro organizzato dal sindaco insieme alla presidente dell’Aforsat, all'avvocato dell’associazione e all'assessore Ciambella -. Uno strumento, quello del contributo, che riteniamo più snello ed elastico rispetto alla compartecipazione alla spesa, che ha fatto denotare molti aspetti negativi e che, ad oggi, non concilia con i nuovi metodi di fatturazione previsti dalla legge. Seguiremo con attenzione l'evoluzione normativa statale e regionale della materia, attendendo anche le decisioni della magistratura amministrativa che a breve si dovrà pronunciare sia per quanto concerne il conteggio del nuovo Isee, sia sulla delibera comunale 142 che non riteniamo però al momento di dover revocare''. La delibera dello scandalo che ha generato i contrasti tra Aforsat e Comune resta quindi al suo posto, a tutela dell'amministrazione comunale nei confronti della Regione Lazio, che ha tagliato i fondi. Ma fino a che non verranno materialmente erogati i contributi agli aventi diritto, che sono circa 150 residenti nel territorio di Viterbo, neanche Aforsat ritirerà il ricorso presentato al Consiglio di Stato contro la delibera 142. Tuttavia, secondo l'accordo tra le parti siglato a fine anno a Palazzo dei Priori, se e quando il Comune comincerà a pagare nella prassi il contenzioso sarà comunque superato. ''Trascorsa la pausa natalizia – conclude l'assessore -, ritengo sia opportuno iniziare una importante fase regolamentare che, in maniera condivisa, dovrà mettere a regime il sistema rsa''.

Sul suo futuro alla guida del Se sarà Alessandra Troncarelli, in qualità di responsabile dell'assessorato ai Servizi sociali, ad occuparsi di mettere in pratica i dettami dell'accordo raggiunto sulle rsa con Aforsat, o se ci sarà un commissario di Governo inviato a sostituire il sindaco Leonardo Michelini e la sua giunta, si saprà solo una volta che la crisi della maggioranza comunale sarà superata oppure no. In ogni caso, un punto fermo in direzione della soluzione della vertenza rsa resta agli atti, e anche un eventuale commissario governativo dovrà tenerne conto.






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