ANNO 16 n° 274
Ronciglione, incontro “Nocciole e ambiente: come è cambiata la corilicoltura”
Numerosi esperti del settore hanno affrontato l’argomento sotto diversi punti di vista
Giulia
22/10/2023 - 07:41
di Giulia Ortenzi

RONCIGLIONE - Il comune di Ronciglione ha promosso un incontro con tematica: “Nocciole e ambiente: come è cambiata la corilicoltura”, coinvolgendo numerosi esperti del settore che hanno affrontato varie tematiche che riguardano l’agricoltura delle nostre zone.

Il primo ad intervenire sulla Corilicoltura è stato Roberto Petretti, presidente dell’ordine degli agronomi e forestali di Viterbo: “Sono anni ormai che facciamo parliamo e facciamo il rendimento dei vari conflitti che ci sono ormai nel settore. Queste conferenze sono importanti sotto il punto di vista informativo e di formazione, che sono fondamentali in un settore come il nostro, dove è importante coordinarci, facendo un’azione unita tra tutti i tecnici, le cooperative e le confederazioni sindacali. Negli ultimi due anni l’agricoltura del viterbese si è evoluta notevolmente, andando ad aumentare l’utilizzo della superficie agricola, specialmente per la piantagione di nocciole, passando dal 2010 con 17.700 ettari al 2020 con 26.160 ettari, con un incremento del 12%. Questo è dovuto ovviamente ad un periodo favorevole dei prezzi di mercato che hanno incentivato gli imprenditori a indirizzarsi verso l’attività agricola. Ma in tutto questo troviamo due punti di squilibrio. Il primo è l’uso dell’acqua che è molto preoccupante di questi tempi, specialmente per i cambiamenti climatici, che stanno portando ad una sempre più richiesta d’acqua. Come secondo punto c’è l’utilizzo dei fitofarmaci, che sono necessari per le colture, ma che devono essere utilizzati nel modo più sostenibile possibile”.

Ad intervenire successivamente sono stati Romina Caccia, dottore forestale, e Vincenzo Patuzzi, studente dell’università della Tuscia che hanno illustrato due modelli a confronto, fitosanitari e Bio, andando ad illustrare le varie tipologie di agricolture che negli anni sono state adottate nel nostro territorio, andando a fare un confronto tra i vari metodi utilizzati e i vantaggi dell’utilizzo della coltura Bio.

A continuare la conferenza è stato Enrico Fabbro, presidente F.AGR.I regione Lazio, che ha parlato di agricoltura 4.0: “L’agricoltura si caratterizza per tre aspetti: cultura, capitale e organizzazione. Se dovesse mancare uno di questi aspetti sarebbe quasi impossibile parlare di agricoltura. Lo stanno capendo le istituzioni? La regione Lazio c’è stato un segnale molto importante, dove tutte le forze politiche hanno approvato una legge che favorisce il turismo legato al mondo del vino. Questo può essere un punto di reddito, soprattutto per le piccole e medie imprese che sono molto presenti nel nostro territorio. Noi come paese abbiamo una grande esperienza e una tradizione molto importante riguardante l’agricoltura e possiamo trasmetterla a chi non ne ha. Con l’agricoltura 4.0 nel 2021 si investivano circa 500 milioni di euro nel 2023 siamo arrivati ad un miliardo e 600 milioni, dimostrando che questo settore sta crescendo molto”.

In conclusione, sono intervenuti Alessandro Capasso, un rappresentante dell’Abaco Group, un’azienda che si occupa di smart farming per incrementare efficienza e produttività e la testimonianza di Michela Morucci, della Selva Silla Noccioleti, che ha avuto un’esperienza diretta e positiva di questa innovazione tecnologica. Infine, a prendere parola è stata Roberta Postiglioni, presidente del circolo Legambiente, che ha illustrato le problematiche dell’inquinamento e del monitoraggio delle acque del lago di Vico.






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