ANNO 16 n° 271
Ronciglione, convegno sull’acqua potabile
Gianfranco Pani: “La questione principale è la salute dei cittadini. Dobbiamo trovare soluzioni concrete”
Giulia
23/10/2023 - 06:05
di Giulia Ortenzi

RONCIGLIONE - Durante l’incontro tenutosi sabato nella ex sala del collegio a Ronciglione, si discusso di Talete, arsenico e uranio nell’acqua. L’incontro, promosso dal Movimento cinque stelle si sono andate ad affrontare le tante problematiche che il comune di Ronciglione, insieme a tutta l’alta Tuscia, ha dovuto affrontare riguardante la non potabilità dell’acqua.

“Il tema è conosciuto, lo conosciamo da molti anni – inizia la conferenza Gianfranco Pani del M5S di Ronciglione – il tema dell’acqua pubblica ha implicazioni per tutti noi, soprattutto sotto il punto di vista della salute e della gestione. Sono anni che l’acqua non è potabile, non è adatta all’uso umano, e adesso oltre alle problematiche che da sempre sono presenti nel nostro territorio, ne sono arrivate delle altre”.

La consigliera di minoranza di Ronciglione, Rita Bonanni, ha preso la parola: “Da quado ho memoria non c’è mai stata acqua potabile nelle nostre case. Quello che vorrei dire e vorrei soprattutto chiedere a tutti coloro che fanno politica insieme a me è quello di fare fronte comune, cercando di essere una forza sola per chiedere che il problema dell’acqua e il problema della salute pubblica venga risolto. Io credo che per noi e per tutte le generazioni a venire sia l’unico e solo scopo. Quello che noi chiediamo adesso è un intervento da parte della Regione e da parte dello Stato, proprio perché ci troviamo in una situazione dove la salute pubblica è messa a rischio. Come ultimo, nel mese di luglio è stato stanziato al comune di Ronciglione, passando per la società Talete, un contributo di 200mila euro, i quali saranno utilizzati per il ripristino dell’acquedotto di Chianello. Quello che chiedo è che questo non sia solo un caso, ma che sia un intervento strutturale sul comune di Ronciglione, perché non credo che sia solo questa la soluzione”.

Ha successivamente preso parola il consigliere comunale di Civita Castellana, Valerio Biondi: “Questa è un’assemblea molto importante, perché affronta una problematica legata da tanto al nostro territorio e che riguarda principalmente la presenza di arsenico e uranio nelle nostre acque che vanno a creare dei problemi enormi in termini sia di gestione, ma soprattutto in termini di salute pubblica. Quando si parla di salute pubblica si parla anche dell'aspetto economico, perché ad oggi qualsiasi risoluzione che può essere messa sul piatto ovviamente prevede un ingente sforzo economico per cercare di trovare. Noi come Movimento cinque stelle è da sempre che portiamo avanti il tema dell’acqua e lo abbiamo fatto tenendo sempre in mente che l'acqua deve essere gestita dal pubblico. Ci siamo battuti l’anno scorso per questo e abbiamo riscontrato enormi ostacoli dal punto di vista politico ma in primis anche dal punto di vista di chi attualmente gestisce e amministra la società. Noi continueremo a batterci perché crediamo fortemente che l’acqua deve rimanere nella gestione pubblica e tutto ciò che potrebbe essere un guadagno per un ipotetico gestore privato, deve essere reinvestito nell'efficientamento delle reti”.

A partecipare all’assemblea anche Adriano Zuccalà, consigliere regionale del Lazio, che ha espresso il suo grande interesse per questa problematica: “Questo è un territorio bellissimo, ovviamente, proprio per questo anche molto complesso. La sua bassa densità abitativa gli da delle caratteristiche e gliene toglie altre, ovvero la capacità di essere nell'ambito dei grandi investimenti economicamente sostenibili. Quello che ho cercato di portare in Regione è che quando un territorio non è economicamente attrattivo, allora la presenza dell'ente pubblico deve essere maggiore e deve essere risolutiva rispetto a quelle che sono le necessità dei cittadini. Purtroppo, è stato sconfortante quella che è stata la risposta all'interno dell'ultimo consiglio regionale. La Regione deve chiaramente, in questo caso, investire sull’acqua pubblica e sul diritto alla salute che diventano elementi fondamentali da fornire alla cittadinanza. Ma come prima cosa questo deve partire dalla comunità locale, per riuscire a capire quella che è la soluzione da portare avanti, perché secondo il mio punto di vista in questi territori c’è un grande criticità nel cercare di identificare le soluzioni. Mi rendo conto della soluzione critica, però cerchiamo di darci uno spiraglio di speranza per riuscire ad avere una soluzione positiva nella fase di bilancio, cercando di lavorare in maniera coesa, cercando di individuare per ogni realtà una possibile soluzione”.

A concludere l’assemblea Paola Celletti, presidente del comitato “Non ce la beviamo”, che si batte contro la privatizzazione dell’acqua: “L’acqua è un bene essenziale alla vita e al bene comune dei cittadini. Nella nostra situazione ci troviamo davanti ad un problema sanitario e il fatto che ancora non ci sia un’idea precisa a livello regionale è veramente preoccupante. Mi rivolgo a tutti gli amministratori per sollecitare i tavoli di regione, per cercare di far sentire la nostra voce. Riguardante la cessione delle quote di Talete, noi abbiamo sempre detto che il gestore unico su base provinciale era un modello organizzativo che non funzionava e lo vediamo, perché quando era il comune che gestiva il territorio c’era un punto di riferimento per la gestione, oggi questo non c’è più nel nostro territorio. Portiamo due istanze importanti oggi: come prima cosa la risoluzione del problema Tuscia che esiste e l’altro è il discorso dell’applicazione della legge 5, recepito dal referendum del 2011, che attualmente è inapplicata e ridefinisce la gestione idrica su base dei bacini idrografici. Noi crediamo in una risposta concreta e continueremo sempre con questa nostra lotta”.






Facebook Twitter Rss