


VITERBO - Il Rieti, ormai, è una maledizione per la Viterbese. Anche stavolta si prendono i tre punti e lo fanno tra le mura amiche del Rocchi. In una cornice surreale, fatta di silenzio e spalti vuoti, si sentono le indicazioni di mister Antonio Calabro che cerca di aggiustare le cose come può.
Queste le sue parole nel post partita che non si è tenuto alla presenza dei giornalisti per rispettare le decisioni delle ultime ore: ''Oggi abbiamo perso il derby e dobbiamo essere delusi per questo. Sapevamo che era una partita importante alla quale i tifosi tenevano molto. Non me la sento di colpevolizzare la squadra, e così come nelle vittorie non mi esalto, nella sconfitta non mi faccio prendere dallo sconforto. Per quanto riguarda la partita potevamo sbloccarla più volte nel primo tempo subendo solo un tiro in porta e nella ripresa abbiamo sfiorato più volte il vantaggio con un rigore e l’occasione di Volpe. Oggi non è stato un problema di costruzione di gioco, lo abbiamo fatto. A Bisceglie era praticamente impossibile, a Rende lo abbiamo fatto nel secondo tempo. Se hai difficoltà nel costruire il gioco non crei occasioni, cosa accaduta oggi. Solo chi non ha calcato i campi di calcio può pensare che affrontare l’ultima in classifica sarebbe stato semplice. Infatti, non lo è stato e lo sapevamo. Purtroppo, però, nel calcio contano i numeri e nonostante la squadra avesse la volontà di dare una soddisfazione alla piazza abbiamo perso. Dobbiamo solo prenderne atto e rimboccarci le maniche. Non dobbiamo disperdere quanto fatto di buono fino ad adesso. Uniti possiamo toglierci grosse soddisfazioni. I Playoff? Non penso sia un obiettivo ormai perso. Prima di tutto centriamo l’obiettivo stagionale, mancano ancora sette gare e poi penseremo ad altro''.
Si sentivano anche le parole di Marco Arturo Romano che, dal suo posto in tribuna, cercava di incitare i suoi ragazzi. Lui ha parlato della situazione dettata dal Coronavirus e delle decisioni prese dal governo riguardo lo sport: ''Giocare così non ha senso ma dobbiamo tenere conto che il campionato va portato a termine. Nonostante io riconosca la gravità della situazione sono dell’idea che la vita deve andare avanti. Questa partita grazie ai controlli effettuati all’ingresso è stata a rischio zero. C’è più rischio in un supermercato’’. Non ha paura, il presidente, di esprimere la sua opinione che va controcorrente rispetto all’opinione comune: ‘’Io sono rimasto allibito dai dubbi alimentati prima dell’inizio delle partite. Chi governa ha il compito di tranquillizzare la gente e non allarmarla. Sospendere tutto è un allarmismo: non ha senso fermare tutto. Se si fa come noi oggi, ripeto, non ci sono rischi. Certo, c’è la perdita economica, e il governo dovrà aiutarci. Ma non far giocare, e mi assumo la responsabilità di ciò che sto dicendo, è un totale disfattismo che non aiuta''.