ANNO 16 n° 275
Roma-Viterbo, un bando entro maggio
La ferrovia amministrata da Atac potrebbe cambiare gestione
05/01/2019 - 06:18

VITERBO – Nel 2019 potrebbero esserci importanti novità per quanto riguarda la contestatissima linea Roma-Viterbo. Il 2018 è stato ancora una volta un ''Annus Horribilis'' per quella che è stata definita più volte una delle peggiori tratte d’Italia, ma per la ferrovia di proprietà regionale gestita da Atac potrebbe esserci una svolta in vista.

Come riportato da Giacomo Di Stefano sul sito radiocolonna.it, le sorti delle tre linee problematiche della Capitale – la Roma-Lido, la Roma-Viterbo e la Roma-Giardinetti -, sembrano essere direttamente collegate tra loro. ''Accogliamo con favore la richiesta dei sindacati del settore trasporti di istituire un tavolo di lavoro utile a fare chiarezza sulla programmazione futura delle tre ferrovie ex concesse Roma-Giardinetti, Roma-Lido e Roma-Viterbo’’ aveva detto a dicembre Mauro Alessandri, assessore regionale ai trasporti.

E dall’incontro con i comitati dei pendolari delle tre ferrovie sarebbe emersa una importante indiscrezione che starebbe trovando conferma in questi giorni, ovvero l’impegno da parte del Comune di Roma e dei vertici regionali a mettere la Roma-Viterbo ad assegnazione competitiva entro la fine del mese di maggio. A questo punto è ormai chiara la volontà da parte della Regione di liberarsi delle ferrovie concesse, ma per capire qualcosa in più sugli sviluppi futuri bisognerà valutare le condizioni dell’Azienda Capitolina di trasporti.

Non è infatti una novità il fatto che l’attuale gestione delle tratta sia ampiamente contestata sia nella Città Eterna che in quella dei papi. Attualmente, le tre linee affidate al controllo di Atac sono accomunate soprattutto dalle segnalazioni sui disagi vissute dai viaggiatori. I ritardi, le corse soppresse, lo scarso livello d’igiene delle carrozze o i furti nei treni e nelle stazioni sono i problemi più frequenti segnalati quotidianamente dai pendolari. ''Ad oggi il quadro è ancora offuscato – conclude David Nicodemi nell’intervista riportata a radiocolonna.it -, ma una cosa appare evidente: gli esercizi ferroviari sono alla canna del gas e necessitano di interventi strutturati e urgenti ''. 






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