ANNO 16 n° 272
''Roma cittā aperta'', č solo un nostalgico ricordo
Oggi č cittā ''chiusa'' al mondo del gioco, soprattutto
03/07/2017 - 10:49

VITERBO - E' troppo ovvio che si stesse aspettando il Regolamento sul Gioco della città capitolina e che questo avrebbe fatto discutere e riflettere. Sopratutto, anche secondo il portale specializzato sul gioco di Casinoonlineaams.com, avrebbe dimostrato se tutta questa ''avversione'' apertamente espressa nei confronti del mondo del gioco pubblico si sarebbe poi concretizzata con un Regolamento più che severo. E questo perché, come già detto in altro articolo, Roma -ed il suo Sindaco- sono nel mirino dei ''cecchini della politica'' che non stanno perdendo un'occasione per prendere bene la mira su Virginia Raggi e colpirla senza pietà. Come si sa il Movimento Cinque Stelle ha parecchi detrattori, dà senza ombra di dubbio alquanto ''fastidio'', è troppo avveniristico e troppo ''particolare'' nei suoi contenuti e nelle sue espressioni.

Ma, molto probabilmente, la capitale dell'italico Paese ha seguito le orme di tante altre città e si è uniformata con i regolamenti restrittivi, approvando in via definitiva il suo Regolamento anti-gioco che mette le attività ludiche non in condizioni ottimali di sopravvivenza. Oltre al Regolamento che introduce restrizioni geografiche, vi è in previsione una delibera relativa agli orari di accensione delle apparecchiature di gioco: e questo assai probabilmente introdurrà ulteriori limitazioni.

Il percorso intrapreso dall'Amministrazione capitolina, in pratica, interviene contro il gioco patologico prima e poi contro il gioco legale restringendone gli orari di funzionamento. Questa è stata la cosa principale che ha sortito qualche perplessità, anche perché l'Amministrazione aveva ascoltato sia i rappresentanti della filiera che quelli delle istituzioni competenti: ma questo, evidentemente, non ha fatto intraprendere una strada morbida, posto che si è deciso, in ogni caso, di proseguire nelle proprie idee con un ''duplice'' blocco del gioco, sperando che questo precedente -trattandosi di provvedimento acquisito dalla capitale- non serva da spartiacque e non crei precedenti ''pericolosamente seguiti''.

Neppure il recente ''colloquio'' svoltosi tra i Monopoli di Stato in Campidoglio e le Istituzioni ha sortito qualche esito ''pro gioco'' e non ha, certamente, colpito ''al cuore'' i rappresentanti del Governo romano che hanno continuato imperterriti per la propria strada, e con le proprie idee restrittive, sperando che questo non abbia effetti sull'intero comparto, ma più generalmente che non li abbia a livello legislativo ed istituzionale, poiché il Regolamento sul Gioco della città di Roma viene ''raggiunto'' proprio nel periodo il cui il Governo centrale intende definire i lavori sul riordino del gioco in Conferenza Unificata.

Di questo, evidentemente, non è stato tenuto conto da parte del Consiglio Comunale romano, altrimenti forse avrebbero potuto rimandare di una quindicina di giorni il tutto, in attesa di vedere gli ultimi sviluppi che usciranno appunto dalla Conferenza Unificata, dalla manovrina che verrà approvata e che introdurrà altre ed ulteriori norme relative ai giochi ed alla distribuzione: e qui ci si riferisce alla riduzione delle slot machine che ormai non è più una ''propaganda'' del Governo, ma è diventata realtà che concretizzerebbe un accordo con gli Enti Locali. Certo, allo stato dei fatti, non si sa ancora se questo accordo si farà oppure se si tergiverserà ancora: quello che si sa è che si è ''ancora in ballo'' dal luglio dello scorso anno! Proprio nel rispetto di questo ''tavolo'' sembra che il passo avanti compiuto dalla capitale verso le restrizioni sul gioco appare preoccupante ed anche un po' pericoloso, forse.






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