ANNO 16 n° 275
Ritrovare la gioia e il piacere di giocare al calcio
14/11/2011 - 19:18

                                    di Domenico Savino

VITERBO – La Viterbese prova a riprendersi e a Todi mostra qualche timido segnale di rinascita. Bisogna subito intendersi: la squadra ha ancora tanta strada da fare, mostra evidenti lacune in difesa (ancora errori dei singoli, nello specifico di Corallo in fase di appoggio, che innesca la percussione di Negro che crossa per la testa di Galli), un’anemia diffusa del reparto offensivo che non crea problemi alla difesa umbra ed è una lontana parente di quella che avrebbe dovuto recitare un ruolo da protagonista in campionato.

Questa volta, a differenza delle ultime deludenti recite, si è vista più voglia, maggiore grinta e quella reazione allo svantaggio che ha permesso di tornare a casa con un punto, che non permette di fare salti gioia (ancora sono tre le lunghezze che separano la banda Conticchio dal primo posto utile per evitare i play out), ma almeno consente di iniziare la settimana con qualche muso lungo in meno.

Va detto che Conticchio ha pochi mezzi per poter stupire: la rosa è ridotta a pochi elementi (quelli giusti per portare la distinta completa all’arbitro) e necessita di essere rinforzata. Tocca al neo diesse Maurizio Manfra  apportare le modifiche utili a cambiare la rotta. E solo da dicembre in poi,  poiché la sessione del mercato di riparazione apre tra una ventina di giorni.

Ma Conticchio poterebbe anche cercare di dare continuità tecnica alla squadra: continuare a cambiare alla ricerca della formula migliore potrebbe confondere le idee, soprattutto ai calciatori. A Todi tra epurati, infortunati e squalifiche, è stata schierata l’ennesima formazione differente rispetto alla domenica precedente. E’ pur vero che i numeri sono risicati, ma è giunto il momento di affidarsi ad uno zoccolo duro e su quello costruire la Viterbese che verrà.

Altro elemento che fa discutere è il persistere del silenzio stampa: si fa fatica a comprenderne i motivi. Erigere un muro tra se e gli altri non aiuta a capire. La Viterbese che non parla si estrania dal contesto che la circonda, che non è composto dalla sola stampa. Ma riguarda tutti quei tifosi, occasionali e non, che hanno a cuore le sorti dei colori gialloblu. Conticchio e i suoi uomini devono avere la possibilità di essere a contatto con tutti, devono potersi esprimere e giustificare, sottoponendosi al giudizio della critica. Che deve essere costruttiva, avendo come ultimo fine il bene della Viterbese.

La nota lieta è quella che riguarda la prima vittoria in campionato della Flaminia Civita Castellana: sulle qualità di Puccica nessuno discute. E lo dimostrano le prestazioni convincenti di una squadra disposta al sacrificio alla quale il tecnico di Capranica sta riportando ''la gioia e il piacere di giocare al calcio'', come ha avuto modo di dichiarare dopo aver diretto il primo allenamento.

Quella gioia e quel piacere che dovrebbe ritrovare anche la Viterbese.  

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