ANNO 16 n° 263
Ritorna la Est! Est!! Est!!! Mbt Marathon: l'appuntamento del biking più atteso
L'organizzatore Ulderico Catteruccia: 'C'è solo la bici e basta, nessuna rivalità'
Elsa
08/10/2024 - 08:01
di Elsa Berardi

MONTEFIASCONE - Un percorso lungo per veri agonisti da 55 km, con un dislivello di 1700 metri: può accompagnare solo il tragitto medio, da 35 km per 1200 metri, con un’originale apertura alla categoria delle e-bike. C’è chi è pronto, invece, ad affrontare il tracciato cicloturistico di 30 km per 900 metri, ma qualsiasi sia il proprio range di appartenenza, la marathon montefiasconese Est! Est!! Est!!! ha un cuore grande e un obiettivo delicato: quello di togliere una Tuscia post-Covid dall’impaccio delle abitudini sbagliate, che spesso non vedono uno spazio per lo sport. La gara ritornerà, per la gioia dei tanti appassionati, il 13 ottobre.

A parlarne è stato l’organizzatore dell’evento, Ulderico Catteruccia: “Noi siamo nati – ha specificato – come scuola di mountain bike, ossia di ciclismo fuori strada, per bambini”. Sulle finalità del suo progetto, Cattruccia ha dichiarato: “Si tratta di un gruppo che stiamo perlopiù portando avanti per lo sport. Facciamo inoltre parte di due circuiti regionali: uno è il Maremma Tosco Laziale, noi ci inseriremo al suo interno per la sesta e ultima prova. L’altro è il Marathon Lazio, a cui parteciperemo per la quinta prova”.

La gara è stata organizzata anche nell’edizione 2021, anno travagliato per la socialità e la pratica dell’attività sportiva: nonostante tutto, la Est! Est!! Est!!!, in quanto parte della Federazione Ciclistica Italiana, è riuscita a garantire la preparazione dei suoi atleti in piena conformità con le norme del periodo.

In passato Catteruccia si dedicava alla formazione dei bambini, che partecipavano numerosi, soprattutto dalla Toscana e dalle regioni limitrofe al Lazio. Sembra però che, a causa di un interesse per il mondo social sempre più permeante, anche i più piccoli abbiano perso interesse per l’attività fisica.

L’organizzatore ha perciò obiettato rispetto all’idea di educazione contemporanea, intesa anche come formazione scolastica: “Nelle scuole non si fa più tanto sport. I ragazzini dieci anni fa preferivano giocare a calcio, andare in bici o fare altri sport – ha affermato – ma oggi sono attaccati al telefono. Anche il mondo stesso ci porta a questo: è anche molto difficile, al giorno d’oggi, portare avanti progetti che coinvolgano le famiglie, forse c’è anche uno scarico di responsabilità da parte nostra”.

Nonostante questa nota cupa della sua riflessione, Catteruccia si è detto speranzoso in un ricambio generazionale nella pratica del suo sport e nella partecipazione alla sua gara. “La bici è uno sport molto sano. Fa bene fisicamente e socialmente, si conoscono persone: i bambini quando gareggiano non vedono alcuna rivalità. C’è solo la bici e basta”.

L’organizzatore rimane ancora molto appagato per il lavoro svolto al fianco di tanti bambini che sono cresciuti tra sella e manubrio, con i suoi insegnamenti e attraverso il contatto con la natura: se la mountain bike può ferire qualche ginocchio, sicuramente la sua capacità è quella di curare molte altre anime. 




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