

VITERBO - Max.Vismara - L’immagine del cliente che mentre sta seduto al bancone di un bar confida i suoi guai ad un barman che lo ascolta mentre gli serve un bicchiere è ormai definitivamente archiviata nella scena di qualche vecchio film americano, da ieri infatti dentro ai bar non si può più sostare se non per prendere un caffè “mordi e fuggi” da consumare rigorosamente per la strada.
L’ultimo Dpcm che prevede l’apertura dei bar solo per consumazione da asporto ha dato la mazzata finale ad una categoria che già da vari mesi agonizzava per effetto della Pandemia, ieri mattina infatti nella città dei papi solo un misero 50 percento dei bar ha sollevato la serranda, e come se non bastasse alle restrizioni anti-contagio ad aggravare la situazione dei baristi ci si è messa anche la confusione generata nella clientela dal “balletto” di colori delle ultime settimane, molti infatti erano i viterbesi che in mattinata si aggiravano per il centro alla ricerca di un bar aperto non capendo se una volta trovato si poteva entrare o meno per prendersi un caffè, e ovviamente nell'alternarsi dei giorni scorsi tra il giallo e l’arancione gli unici ad andare in “bianco” sono stati proprio i gestori dei locali.
'E un delirio servire i clienti in queste condizioni – spiega Barbara Sanna proprietaria del Bar Cavour - abbiamo messo una barriera per non far entrare le persone dentro il locale, d’altronde il mio bar è molto piccolo e quindi devo necessariamente servire le persone sulla porta, ovviamente siamo ben lontani dal normale flusso di persone di prima della pandemia, qualcuno in mattinata si è visto ma la solita clientela del pomeriggio è sparita e se continua così francamente non so come faremo ad andare avanti, adesso siamo aperti solo per continuare a dare un servizio ai nostri clienti - conclude - ma se va avanti cosi rischiamo di chiudere, visto che le spese superano di gran lunga gli incassi'.