ANNO 16 n° 272
Riti voodoo e minacce alla cliente, parrucchiera arrestata per estorsione
31/07/2012 - 10:06

VITERBO -  Si fa fare le treccine sulla spiaggia, non riesce a saldare tutto il conto subtio e alla fine viene minacciata fino all’estorsione. E’successo ieri a Montalto di Castro. Vittima è una ragazza di 24 anni che aveva deciso di farsi la pettinatura afro; responsabili del reato di estorsione per cui sono stati arrestati sono invece due cittadini senegalesi, una 'parrucchiera' 37enne residente a Viterbo e un 36enne residente in provincia di Pisa.

Tutto è nato da un prestazione che la parrucchiera senegalese aveva effettuato alla giovane e che però aveva dovuto rifare in quanto le treccine richieste si erano completamente slegate. Per queste due prestazioni la ragazza, che non era in possesso di contante, avrebbe dovuto dare una somma di 100 euro alla “professionista”, che per essere certa di avere i soldi, aveva iniziato a minacciarla di fare del male a lei e alla figlia di circa 2 anni tramite un rito malefico. Le aveva anche mostrato, infatti, un oggetto quadrato nero di medie dimensioni attraverso cui avrebbe fatto la maledizione.

Nelle ore successive la senegalese ha iniziato a pretendere la somma insistentemente, anche attraverso minacce telefoniche, tanto che la ragazza, spaventata, aveva deciso di saldare il conto fissando un incontro nei pressi di un bancomat.

Ma l’operazione di prelievo del contante non è andata a buon fine per mancanza di soldi sul conto e la parrucchiera ha strappato di mano il telefono cellulare della 24enne dicendole che glielo avrebbe restituito a saldo della somma.

Ed è a quel punto la ragazza si è rivolta ai carabinieri di Montalto di Castro per denunciare il tutto.

La mossa successiva è stata quella di fissare un incontro con lo gli estorsori per uno scambio. Scambio che è avvenuto nei pressi di piazzale Tarquinia alla presenza dei carabinieri in borghese che, all’atto dello scambio, concretizzatosi il reato, hanno arrestato i due, la parrucchiera e un suo connazionale che l’aveva accompagnata in auto.

Per gli arrestati si sono aperte dunque le porte del carcere di Civitavecchia.






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