ANNO 16 n° 273
Rissa tra migranti
ad Acquapendente
Spunta un coltello:15 denunciati,
ferito mediatore culturale
30/10/2016 - 17:07

ACQUAPENDENTE – Un diverbio tra due persone, un coltello e poi le botte e alla fine sono 15 le denunce per il reato di rissa, questo l’epilogo di una violenta lite tra immigrati richiedenti asilo politico avvenuta in un centro di accoglienza presso l'albergo Aquila d'oro nel territorio di Acquapendente giovedì sera.

I carabinieri sono stati allertati perché in una delle strutture adibite per l’accoglienza degli immigrati era in corso una rissa che vedeva coinvolti una ventina di ospiti; immediato l’intervento di 6 pattuglie in servizio esterno che una volta giunte sul posto hanno disperso tutti i partecipanti ristabilendo l’ordine pubblico.

Nello stesso tempo i carabinieri si sono accorti che il mediatore culturale, che era stato aggredito, aveva una ferita ed aveva ricevuto dei pugni riportando una “contusione periorbitaria e delle ossa nasali” giudicata guaribile in 8 giorni di prognosi dai sanitari dell’ospedale di Acquapendente.

I militari della Stazione di Acquapendente, hanno subito avviato un’attività d’indagine con la collaborazione del Nucleo operativo di Montefiascone che attraverso una serie di interrogatori permetteva di identificare e denunciare alla Procura della Repubblica di Viterbo i soggetti responsabili, in prevalenza di nazionalità nigeriana e gambiana. Da una ricostruzione della dinamica veniva attribuito come movente dell’accaduto una discussione nata per futili motivi tra un cittadino del Gambia ed uno della Nigeria.

Dunque sono confermate le voci della rissa nella struttura di Acquapendente e intanto sale la tenzione, appena venerdì il comitato cittadino di Civitella Cesi scriveva che ''la popolazione di Civitella Cesi è stata convocata dall'amministrazione comunale per un assemblea pubblica, nella quale ci è stato comunicato l'imminente arrivo di 24 immigrati nella struttura balzata alla cronaca nei mesi scorsi e ritenuta non idonea dagli organi di competenza. Tale è stato il nostro stupore da lasciarci interdetti, il sindaco ci ha anche informato di non essere nemmeno stata contattata dalla Prefettura, ma di averlo saputo da terzi. Ora sussistendo i problemi di allora, come l'essere un piccolo borgo di 180 anime e la mancanza di servizi di ogni genere, in particolare ci siamo stupiti come le problematiche della struttura, tecniche e sanitarie, previste dalla legge, improvvisamente si sono sanate, cambiando la cooperativa che la dovrebbe gestire. Tutto questo sovvertendo le regole della matematica, perché cambiando i fattori il prodotto è cambiato. Stessa struttura, per una cooperativa no, per l'altra si. L'incredulità è il sentimento che prevale nel nostro paese''. 

Il sindaco Elena Tolomei ha spiegato che ''purtroppo decisione come questa passano completamente sulla testa dei sindaci, che spesso, come la popolazione, fino all'ultimo restano all'oscuro di tutto''.






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