ANNO 16 n° 57
Rissa tra famiglie a Caprarola, condannati due fratelli per violenza ai carabinieri
Aggredirono i militari mentre fermavano l’accoltellatore: pene ridotte e sospese
26/02/2026 - 16:26

 

CAPRAROLA – Si è chiuso con due condanne il filone processuale relativo alla violenza e resistenza a pubblico ufficiale scaturito dalla rissa tra famiglie finita a coltellate il 3 ottobre 2020 in Piazza Guglielmo Marconi.

Il giudice Jacopo Rocchi ha condannato due fratelli di origine albanese a 4 mesi e 20 giorni e a 7 mesi di reclusione, disponendo per entrambi la sospensione condizionale della pena e la non menzione. L’accusa aveva chiesto nove mesi per ciascuno. I due erano difesi dagli avvocati Emilio Lopoi e Roberto Merlani.

Dalla violenta lite tra due giovani albanesi e due romeni, degenerata in accoltellamento nel centro storico di Caprarola, sono nati tre distinti procedimenti: uno per tentato omicidio, uno per rissa aggravata e quello conclusosi ieri per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Quando i carabinieri giunsero sul posto, due albanesi feriti erano già a bordo di un’ambulanza, mentre due romeni – anch’essi insanguinati – si erano allontanati verso via Garibaldi. I militari li inseguirono, li bloccarono e li riportarono sotto la tettoia di un bar in piazza, mettendoli al riparo durante un violento acquazzone e richiedendo un secondo mezzo di soccorso.

La situazione precipitò con l’arrivo del padre di uno dei giovani albanesi feriti. Secondo quanto ricostruito in aula, l’uomo si sarebbe scagliato contro il minorenne romeno, colpendolo con calci e sferrandogli due coltellate al petto, ferite che avrebbero potuto essere anche più gravi se i carabinieri non fossero intervenuti immediatamente per bloccarlo.

In quel frangente sarebbero intervenuti i due fratelli dell’aggressore – zii del ragazzo ferito – che, nel tentativo di impedire l’arresto del congiunto, si sarebbero avventati alle spalle dei militari mentre questi stavano disarmando e ammanettando l’uomo. Per fermarli fu necessario l’uso dello spray al peperoncino. Uno dei due, secondo le testimonianze, avrebbe anche strappato la divisa a un carabiniere.

Il minorenne romeno accoltellato fu trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma, inizialmente in pericolo di vita e poi in prognosi riservata per le profonde ferite che gli avevano sfiorato un polmone.

Nel procedimento principale per tentato omicidio l’accoltellatore è stato arrestato pochi giorni dopo i fatti. I due fratelli, invece, erano stati arrestati in flagranza per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e rimessi in libertà con obbligo di firma dopo tre giorni. Con la sentenza di ieri si chiude per loro il capitolo giudiziario legato all’aggressione ai carabinieri intervenuti per evitare che la rissa si trasformasse in tragedia.






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