ANNO 16 n° 274
Rischia 12 anni di pena
il diciottenne arrestato
per tentato omicidio
09/07/2013 - 00:00

VITERBO – Rischia una condanna a oltre 12 anni di reclusione L.P., il 18enne viterbese, disoccupato, arrestato la notte tra venerdì e sabato scorsi a Montato di Castro con l’accusa di tentato omicidio aggravato per aver colpito un suo coetaneo alla gola con una bottiglia rotta, causandogli un vasto taglio all’altezza della giugulare.

Ieri mattina, al termine dell’interrogatorio di garanzia, il Gip ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri nell’imminenza del fatto. Il giovane, secondo quanto si è appreso, ha ammesso di aver colpito volontariamente il suo coetaneo con un pugno, ma ha aggiunto che il ferimento con la bottiglia rotta è stato accidentale ed è avvenuto durante il parapiglia che si è scatenato dopo l’intervento degli amici dell’uno e dell’altro.

Ma la sua versione dei fatti sarebbe stata smentita dal referto medico, che avrebbe rilevato la presenza sul collo del giovane ferito di tagli causati da più colpi. Inoltre, il 18enne non sarebbe riuscito a spiegare al giudice perché tenesse in mano una bottiglia di vetro rotta.

Intorno all’una e mezza del mattino, secondo la ricostruzione dei fatti compiuta dai carabinieri della stazione di Montalto di Castro sulla base di varie testimonianze, L.P. avrebbe importunato una ragazza all’esterno di una discoteca. Pochi istanti dopo, in sua difesa è intervenuto il fidanzato. Ed è scoppiato il finimondo. Il giovane viterbese, stando all’ipotesi accusatoria, avrebbe rotto una bottiglia di vetro e si sarebbe scagliato contro il suo coetaneo. Altri giovani sono intervenuti per dividere i due che nel frattempo erano caduti a terra.

Infine, il ragazzo intervenuto in difesa della fidanzata è stato visto sanguinare copiosamente dal collo e da un braccio. Così sono stati chiamati i carabinieri e il 118. Trasportato nel pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia, gi sono stati applicati una cinquantina di punti di sutura. Uno dei tagli è vicinissimo alla giugulare. Anche L.P. è rimasto leggermente ferito e gli sono stati applicati cinque punti di sutura su una mano.

Infine, i carabinieri, dopo aver raccolto varie testimonianze sulla dinamica dei fatti, lo hanno arrestato e rinchiuso nel carcere di Civitavecchia, dove è tuttora detenuto. La pena minima prevista per il reato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi è di dodici anni.






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