

di Stefano Marini Balestra
Acquapendente - Rinviato il processo di Pasquale Gaeta, accusato di maltrattamenti in famiglia ed esercizio abusivo della professione ma non di plagio dopo la depenalizazione di quella condotta che si indica avrebbe praticato soggiogando le adepte della comunità QNEUD da lui fondata ed attiva nel territorio di Acquapendente.
Si ricorderà che un particolare soggetto aveva fondato una comunità che aveva per scopo la catarsi, cioè la purificazione spirituale degli adepti e alcune donne erano attirate dal carisma del fondatore, da lui soggiogate sino al punto di essere costrette a “bere la sua urina”. La denuncia partì dalla madre di una delle ragazze che non faceva ritorno alla sua abitazione, quindi, disse, le era stata sottratta.
L’imputazione per “Maestro Lino”, fondatore della comunità, formulata dalla PM Dr.ssa Paola Conti è contenuta in un’intensa attività d’indagine contenuta in tre faldoni e sostenuta anche dalla Fondazione famigliari vittime delle “sette”.
Il processo pendente davanti al Collegio presieduto dalla Dr.ssa Elisabetta Massini era ieri fissato per l’inizio delle prove testimoniali dell’accusa, in particolare della mamma Virginia Melissa Adamo che presentò denuncia perché la figlia le era stata sottratta perché attirata dalla setta del Santone.
Però, nonostante la presenza della teste “chiave”, delle figlie della stessa, di cui mentre una ha taciuto, l’altra si è costituita parte civile, nonché degli avvocati difensori e del criminologo Sergio Caruso giunti a Viterbo dalle loro lontane residenze, il processo non è proseguito, ma rinviato a settembre per problemi composizione del collegio giudicante. Particolare nell’udienza di ieri: l’assenza dell’Imputato sig. Gaeta in precedenza sempre presente.