


VITERBO - Nel centro storico di Viterbo, Piazza della Morte racchiude un passato affascinante che ci riporta indietro nel tempo, quando la piazza era conosciuta come Piazza San Bernardino da Siena. Il nome antico si riferiva alla chiesa presente nell'area. San Bernardino, noto per le sue opere di bene e carità, ebbe un forte impatto anche su questa zona. La chiesa venne però distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente ricostruita, venendo poi intitolata a Santa Giacinta Marescotti, canonizzata nel 1807.

Il nome di Piazza della Morte, acquisito nel XIX secolo, si collega alla Confraternita della Morte, che operava in questa zona. I membri di questa confraternita erano impegnati nella raccolta dei corpi delle persone decedute. Tra le figure che si legano a questo contesto vi è Santa Giacinta Marescotti, che formò un gruppo di volontari, caratterizzati da un indumento, i 'sacconi', dei mantelli che indossavano sopra il capo con due buchi dalla quale poter guardare.
La salma di Santa Giacinta Marescotti è oggi custodita nella chiesa omonima.

Il consigliere comunale Ugo Poggi ha proposto di ripristinare il nome antico della piazza, con l’intento di ridare voce ad una storia dimenticata. Oggi, la salma di Santa Giacinta è conservata nella chiesa a lei dedicata, dove ogni anno, durante la processione di Santa Rosa, i facchini rendono omaggio.