

VITERBO - ''Non si tratta di una moratoria generalizzata, riguarda esclusivamente le aree agricole di pregio così come sono individuate da Ptpr. Non è un ostacolo al processo di transizione che si vuole portare avanti. Anzi. E’ previsto un importante investimenti di due milioni di euro per le comunità energetiche. E si prevede di avviare la mappatura delle aree idonee e non ad ospitare gli impianti per le rinnovabili''.
E’ iniziata ieri in consiglio regionale la discussione sulle ''Disposizioni collegate alla Legge di Stabilità regionale 2021 e modificazioni di leggi regionali”, il cosiddetto Correlato tra le cui pieghe è inserito anche l’emendamento dell’assessore alla Transizione ecologica Roberta Lombardi che prevede una moratoria di un anno sulle autorizzazioni per i maxi impianti per le energie rinnovabili, in particolare campi fotovoltaici su grandi superfici. Se approvato così come ora, Comuni e Regione avranno tempo fino a giugno 2022 per individuare quali sono le aree che possono ospitare o no questi impianti. Si tratta come noto di un tema molto sentito nella Tuscia dove a fronte di un numero sempre più crescente di istanze per progetti Fer (Fonti energie rinnovabili) si è alzata la voce di un ampio fronte composto da associazioni e cittadini, che vede a rischio agricoltura e turismo.

La discussione sui singoli emendamenti entrerà nel vivo stamattina. Ieri durante il dibattito generale è toccato all’assessore Valentina Corrado difendere il provvedimento della collega di giunta. ''Non si tratta di una moratoria tout court'', ha sottolineato Corrado per rispondere ai dubbi espressi da alcuni consiglieri.

Tra questi Massimiliano Maselli (Fratelli d’Italia): ''Questa maggioranza – ha esordito il consigliere meloniano – decide di sospendere per un anno le autorizzazioni nelle more dell’individuazione delle aree idonee e non all'installazione impianti. Mi chiedo: in questi anni la giunta Zingaretti cosa ha fatto? Perché non ha realizzato prima questa mappazione? Immaginiamo ora il danno per tutte le fabbriche del settore che stavano già producendo e le commesse saranno sospese. Parliamo di migliaia di posti di lavoro a rischio, compreso l’indotto''.

Contraria Marietta Tidei: ''Mi rendo conto della necessità di individuare le aree idonee e non, perché in alcuni territorio si è esagerato, ma in questo caso parliamo di un provvedimento in contrato con il grande sforzo che sta portando avanti il governo nazionale. Penso al decreto semplificazioni che dimezza i tempi per la Via e le autorizzazioni in genere. Qui invece si vuole sospendere tutto. Ci sono poi gli obiettivi da raggiungere entro il 2030 per l’energia prodotta da fonti rinnovabili, il ministro Cingolani ce lo ricorda tutti i giorni. Mentre riconosco il grande lavoro che l’assessore Lombardi sta facendo per arrivare veramente a una transizione ecologica, in questo caso non posso che esprimere la mia contrarietà''.
Corrado ha ricordato che ci sarà modo di approfondire meglio la discussione quando si entrerà nel merito dei singoli provvedimenti, direttamente con l'assesore alla Transizione ecologica. Tutto ancora aperto fino alla fine.