


di Fabio Tornatore

VITERBO - Si spostano altrove gli investimenti in impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili: la Tuscia evidentemente non è più attrattiva per chi vuole installare fotovoltaico o oelico. Così i soldi si spostano in altre province, e la produzione di energia pulita anche.
Dopo le infinite polemiche per l'invasione dei pannelli e il deturpamento del paesaggi per le pale eoliche, la politica ha infine raccolto il dissenso popolare. Le autorizzazioni hanno cominciato a diminuire e presumibilmente per questo motivo, gli investitori, non hanno trovato più conveniente spendere soldi nella Tuscia.
Si sposteranno per la maggior parte a Sud gli investimenti, soprattutto in Sicilia, e così tutte quelle persone, gli addetti, i tecnici, gli operai, quello che si chiama 'indotto', e che fino ad ora hanno risieduto, speso, dormito, mangiato e acquiastato nel viterbese.
Ammontano infatti a circa 4 gigawatt di corrente prodotta di picco, quella per la quale è stata chiesta l'autorizzazione in Sicilia, che verrà installata nelle province dell'isola nei prossimi anni, mentre per la Tuscia di parla appena di 0,3 gigawatt, 300 megawatt di energia targata VT nei prossimi anni, più, ovviamente, gli impianti già autorizzati, per un totale di 2 gigawatt.
Per il resto nella provincia di Viterbo dovrebbero rimanere iter autorizzativi più che altro per gli impianti di accumulo dell'energia prodotta.
'La maggior parte degli investitori si sta spostando per via dell'iter autorizzativo più semplice a sud' spiega un addetto ai lavori, mentre qui si stanno ostacolando gli investimenti. Per la maggior parte andranno a sud, mentre sono molto meno a nord, per via di appezzamenti di terreni non produttivi nel mezzogiorno, mentre al nord è più difficile trovare terreni che non producono'.