ANNO 16 n° 275
''Rinnovabili, un cumulo di impianti tra Viterbo, Montefiascone e Bagnoregio''
Torri eoliche di 100 metri, fotovoltaico e anche biometano. Luisa Ciambella: ''Guardate che paesaggio a rischio''
12/07/2021 - 07:03

 

VITERBO - Quattro torri eoliche alte cento metri ciascuna, un maxi impianto fotovoltaico suddiviso in più aree e anche una centrale a biometano (un’altra ancora rispetto a quella già prevista all’Acquarossa): il tutto nel raggio di pochi chilometri. Appello di Luisa Ciambella alle istituzioni locali e in particolare alla Regione Lazio ''affinché su alcuni progetti per le energie rinnovabili e alternative che interessano terreni al confine tra i comuni di Viterbo, Montefiascone e Bagnoregio ci sia una valutazione dell'effetto cumulativo, cosicché il nostro paesaggio protetto dall’articolo 9 della Costituzione e la nostra economia agricola possano essere salvaguardati''.

Con il sostegno di associazioni (ambientaliste, agricole, turistiche) e molti cittadini Ciambella sta conducendo da mesi una battaglia senza quartiere per arrivare a una regolamentazione sulle rinnovabili che tuteli i luoghi ''sacri'' della provincia: da Ferento a Civita di Bagnoregio. Un movimento sorto in maniera spontanea sotto lo slogan ''Save Tuscia'', che ha dato vita a sit-in e campagne di sensibilizzazione tra la gente, quasi di divulgazione, ''perché – affermano gli attivisti – è in corso la trasformazione della Tuscia in una landa industriale per la produzione energetica, all’insaputa della popolazione''.

Stavolta Ciambella parla direttamente in un video, apparso ieri sulla pagina Facebook della consigliera comunale: ''Ci troviamo nei pressi di Strada Pratoleva. Una lingua di terra di competenza del comune di Viterbo che si interseca con i comuni di Bagnoregio e Montefiascone. Qui dovrebbe sorgere una parte di un grande impianto fotovoltaico, ma al confine con questi terreni vedremo anche progetti per una centrale biometano di grande potenza e poi quelli di 4 pale eoliche, il primo già autorizzato dalla Provincia di Viterbo. Chiedo: l’effetto cumulativo di tutti questi impianti è stato valutato da qualcuno?''. Il rischio che sottolinea Ciambella è che manchi una visione di insieme rispetto alle autorizzazioni per le rinnovabili su un territorio che è suddiviso in tanti comuni, ma che costituisce un unicum, da Ferento a Bagnoregio passando al lago di Bolsena. ''Un territorio che conserva per ampi tratti le proprie caratteristiche rurali originali, un crocevia di bellezza''.

Oltre all'effetto cumulo, Ciambella chiede di valutare un altro aspetto: ''Intorno all'area dove dovrebbero sorgere tutti questi impianti si trovano i pozzi da cui si approvvigiona Talete per l'acqua destinata al consumo  domestico. Le falde acquifere potrebbero un giorno risultare compromesse? Ci auguriamo e chiediamo come cittadini che chi di dovere valuti attentamente anche questi interrogativi'' .






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