ANNO 16 n° 259
Rinnovabili, sulla petizione per frenare gli impianti la firma di Eichberg
Il Gruppo impianti solari: ''Quello del soprintendente č un lavoro essenziale. Ci spaventa č la pregiudizialitā''
10/10/2024 - 03:05

VITERBO - La soprintendente Margherita Eichberg è tra gli oltre 20mila firmatari di una petizione promossa dall'associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico (Grig), per una moratoria temporanea dei nuovi impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili. La raccolta firme, come detto, ha come obiettivo di ''arrivare a una moratoria su tutto il territorio nazionale degli impianti di energia da fonti rinnovabili e consentire una reale pianificazione energetica rispettosa di ambiente e territorio''

La petizione, indirizzata alla premier Giorgia Meloni, al ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, al ministro della Cultura Alessandro Giuli e al ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, chiede una sospensione delle nuove autorizzazioni per impianti energetici rinnovabili. Secondo il Grig, ''la speculazione energetica è pesantemente presente in modo particolare nella Tuscia, in Puglia, nella Maremma, in Sicilia, in Sardegna e sui crinali appenninici''.

La firma della soprintendente Eichberg ha sollevato reazioni da parte del Gruppo impianti solari (Gis), uno dei soggetti impegnati nello sviluppo di progetti di energia rinnovabile.

''Non possiamo non riconoscere che alcune firme hanno più peso di altre - afferma il Gis - E quella dell'architetto Eichberg, se effettivamente presente, ci inquieterebbe particolarmente. Lei rappresenta l'organo periferico del ministero della Cultura preposto a dare o negare la cosiddetta autorizzazione paesaggistica, che è vincolante ai fini della valutazione d'impatto ambientale quando gli impianti sono localizzati in aree sottoposte a tutela''.

L'associazione ricorda che ''Eichberg non è nuova a prese di posizioni contro gli impianti. Appena due anni fa presentò una richiesta per sottoporre a vincolo paesaggistico una porzione della provincia di Viterbo che si estendeva per circa 20mila ettari. Una scelta che rispecchiava perfettamente la volontà di rallentare il più possibile l'approvazione dei progetti quando non era possibile impedirla, come dichiarato nelle conferenze di servizi. L'anno scorso disse, invece, che il paesaggio della Tuscia da agricolo e storico rischiava di diventare “artificiale per l'abuso di impianti eolici e fotovoltaici”'.

Il Gis rimarca che: ''quello del soprintendente è un lavoro essenziale - precisa il Gis - Parliamo di una figura chiamata a tutelare il patrimonio culturale che ricade nel territorio di propria competenza e che comprende sia beni culturali che paesaggio. Quello che ci spaventa è la pregiudizialità poiché, nel momento in cui si firma una moratoria contro le rinnovabili, si bloccano anche gli impianti virtuosi. Il modello portato avanti dagli associati Gis si basa su valori condivisi come l'etica, la ricerca di massima sostenibilità e l'innovazione. I nostri progetti non rappresentano quindi un pericolo per il territorio, ma un'opportunità per produrre energia in modo più pulito''.

''Se l'architetto Eichberg avesse effettivamente scelto di supportare la moratoria - conclude il Gis - la Soprintendenza si muoverebbe in aperta opposizione alle direttive nazionali e comunitarie, creando ulteriori ostacoli in un settore che richiede semplificazioni e un'accelerazione netta''.






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