


VITERBO - ''E' vero o no che Talete sta utilizzando i soldi dei rincari pagati dalla gente per coprire i propri debiti? E poi, a che punto è arrivato l'iter per ottenere il finanziamento da 40 milioni di euro che servirebbe a rilanciare gli investimenti?''.
Ieri in Consiglio comunale la capogruppo del Pd Luisa Ciambella è tornata all’attacco dei vertici della società del servizio idrico, chiedendo al sindaco di ''darsi il coraggio'' e, davanti alla mancate risposte da parte del cda della società sull'uso degli introiti extra, di ''rompere questo muro di omertà''. Anzi, di ''picconarlo''.
La questione riguarda gli aumenti scattati nel secondo trimestre dell’anno che in teoria dovevano essere vincolati alla concessione alla Talete del maxi finanziametno da 40 milioni di euro da parte di Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. ''I consiglieri Marini e Grancini, che rappresentavano il Comune all’assemblea dei sindaci in cui fu avallata quell’operazione, prima ci dissero che avevano votato contro gli aumenti, poi che gli aumenti erano stati congelati. Lei sindaco ci aveva rassicurato sul fatto che l’aumento sarebbe scattato solo a finanziamento ottenuto. E infine che con il Covid i cittadini sarebbero stati tutelato. Nel frattempo invece non solo Talete ha applicato gli aumenti, ma del finanziamento non si è saputo più niente. Dovremmo accontentarci delle dichiarazioni del vicepresidente di Talete secondo il quale sarebbe in corso una interlocuzione ad altissimi livelli, quasi celesti. La verità è che la gente ha dovuto pagare gli aumenti senza avere nemmeno la garanzia della ristrutturazione di Talete. Non solo, con il conguaglio saranno fatti pagare anche gli aumenti non applicati nei primi tre mesi dell’anno''.
Altro punto su cui chiede chiarezza Ciambella è la destinazione riservata a questi soldi: ''Sempre il vicepresidente di Talete ci ha fatto sapere tramite la stampa che la scelta di aumentare le bollette è stata una decisione obbligata, perché c’era il rischio che la società fallisse. Ho fatto notare però che con le tariffe non si possono coprire i buffi pregressi, ma che semmai devono essere utilizzate per fare investimenti. E’ quanto prevede la legge. Dall’azienda non è arrivato nessun ulteriore chiarimento, neanche per smentire''.
Ciambella ha concluso poi con altre due domande. La prima relativa al piano d’ambito, il documento che in base alla legge deve essere approvato dall'assemblea dei sindaci ogni due anni e che contiene il piano di investimenti di Talete: ''L'ultimo piano d'ambito che si può consultare sul sito della Talete risale al 2006. Nel frattempo è stato mai aggiornato?'', ha chiesto l'esponente dem. La seconda domanda sulla transazione da due milioni e mezzo di euro siglata tra Palazzo dei Priori e viale Romiti a maggio dell’anno scorso: ''Alla luce di quell’accordo – ha chiesto la capogruppo Pd - sarebbe normale trovare ancora oggi il Comune di Viterbo nella lista dei morosi che non pagano l’acqua a Talete?''.

Sull’uso che Talete sta facendo dei soldi delle bollette, Arena ha risposto dicendo di ''non prendere alla lettera i titoli dei giornali, perché poi spesso il senso dell’articolo è diverso da quello che potrebbe apparire in prima battuta''. Il sindaco si è detto invece preoccupato per quanto riguarda l’iter del finanziamento e ha spiegato di aver chiesto già per oggi o al più tardi per lunedì un incontro con il presidente della Talete ''per capire se ci sono possibilità concrete di ottenerlo ed entro quale termine''.