

Pubblichiamo la lettera scritta da Luca Pulino in occasione dei funerali di Raffaele Pennacchio, il malato di sla che si è battuto per accendere i riflettori sull’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi, deceduto qualche giorno fa a Roma:
Nei nostri cuori.
Il mio cuore sanguina ed è inconsolabile. Il 22 ottobre eravamo fianco a fianco a lottare ed ora tu non ci sei più. Non riesco a darmi pace! Non riesco a confortare il mio cuore! Non riesco a confortare la mia mente!
Il 23 ottobre non ho perso solo un compagno di sventura, ma ho perso un grande Amico. Un Amico speciale che aveva sempre una parola di conforto per chi ne avesse bisogno. Un Amico dal carattere calmo, ma deciso e determinato nel portare avanti le idee in cui credeva. Un Amico il cui principale pensiero era il bene degli altri ancor prima di se stesso. Non doveva finire così Raffaele! Non ci si vedeva molto, ma sapere che non ci rivredemo più, è un qualcosa di insopportabile. Sapere di non vederti più, mi provoca un dolore lancinante. Sapere di non vederti più, mi genera una sofferenza incredibile.
Te ne sei andato via improvvisamente e in modo inaspettato lasciando un enorme vuoto dentro me, dentro tutti noi. Un enorme vuoto che solo il tempo forse potrà colmare. Un enorme vuoto, un vuoto enorme.
Da quando sono entrato nel mondo-sla, il mio cuore è diventato un mosaico. Ogni tessera di questo mosaico è un amico o un'amica malata di sla. Le tessere sono più o meno grandi e ogni volta che un amico o un'amica vola in cielo, una tessera del mosaico si stacca. La tessera che si è staccata con la tua morte, è una di quelle grandi.
Non doveva finire così Raffaele, non doveva.
Da quando ho saputo della tua morte, non faccio altro che scorrere mentalmente le immagini dei nostri incontri. Il raduno, la partita a Capranica e i presidi. Avrei sperato in altre occasioni d'incontro, ma tu te ne sei andato, senza avvertire. Non si fa così.
Sei partito per un luogo dove non ci sono malattie, dove per muoversi non servono carrozzine e dove puoi fare le cose senza l'aiuto di nessuno, ma questo non mi consola.
Non ti vedrò più. Non rivedrò più il tuo sorriso. Non sentirò più la tua voce. Non ti stringerò più la mano.
Raffaele, mi manchi. Ci manchi.
Rimarrai seduto nel nostro cuore per sempre. Anzi, tu se vuoi, puoi stare sui nostri cuori anche sdraiato o in piedi.
Ti voglio bene Raffaele!
Luka