ANNO 16 n° 272
Riforma Titolo V della Costituzione
01/12/2016 - 09:18

Il titolo V della nostra costituzione è di nuovo al centro di un’importante riforma, promossa questa volta dal Governo guidato attualmente dal premier Matteo Renzi. Di nuovo perché già in passato, nel non troppo lontano 2001 il Governo era intervenuto per modificare questa parte della costituzione. In quell’occasione fu radicalmente modificato l’art 117, il quale ad oggi definisce il reparto di competenze dello stato e delle regioni, definendo successivamente le materie rientranti nella cosiddetta competenza concorrente. Secondo quanto riportato dai sostenitori della riforma costituzionale del 2016, una nuova modifica del titolo V sarebbe necessaria alla luce delle continue dispute e dei continui contrasti sorti tra lo stato e le regioni proprio in tema di competenze, senza contare l’enorme disparità che le regioni avrebbero dimostrano nel trattare situazioni similari, che pertanto rendono il paese disomogeneo e lontano dall’unità.

COSA PREVEDE LA RIFORMA

Alla luce dei numerosi contrasti sorti tra la macchina statale e le singole autonomie locali sulla gestione delle proprie competenze,come testimoniato dai dati messi a disposizione della Corte Costituzionale, organo deputato a derimere le controversie tra stato e regioni rispetto al reparto di competenze delineato dall’art 117 della nostra costituzione, il Governo Renzi ha deciso di intervenire riportando alcune delle competenze affidate nel 2001 alle regioni allo stato, l’unico in grado di assicurare omogeneità e parità di trattamento. Tali competenze avrebbero a riguardo:

  • Energia;
  • Infrastrutture strategiche;
  • Sistema nazionale di protezione civile.

Inoltre alla Camera dei Deputati sarà riconosciuto la possibilità di esprimersi e legiferare su materie attribuite alle regioni nel caso in cui reputi, e sia poi accertata l’esigenza di garantire e tutelare l’ uniformità economica giuridica nonché gli interessi del Paese stesso.

ABOLIZIONE DELLE PROVINCIE E DELLO CNEL

Tra le novità connesse alla riforma del titolo V della costituzione inoltre è stata prevista l’abolizione delle provincie, le quale diverranno enti di secondo livello, e l’abolizione dello CNEL. Lo CNEL, acronimo di consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, svolge attualmente due funzioni: da una parte esprime, se richiesta dal Governo e dalle Regioni, pareri i quali tuttavia non hanno potere vincolante; dall’altra ha il potere di promuovere iniziative legislative nei campi di propria competenza, quali il campo dell’economia e del sociale. Tuttavia è esclusa dalla competenza dello CNEL la possibilità di promuovere iniziativa di legge in merito ad alcune particolari leggi, quali ad esempio la legge di bilancio. 






Facebook Twitter Rss