ANNO 16 n° 272
Rifiuti, proposte e osservazioni
in vista del nuovo appalto
Seduta straordinaria del consiglio per esaminare
le criticità della bozza stilata da Ambiente Italia
07/09/2018 - 14:40

di Annamaria Lupi

VITERBO – ''L'immondizia è un bene da vendere''. Ribaltare quindi la visione sul sistema rifiuti adottato non solo nella nostra città ma in molti parti del nostro Paese. Su questo invita a ragionare il consigliere di Viterbo 2020 Alfonso Antoniozzi che porta l'esempio di quanto avviene a Londra dove sono le aziende del settore che si preoccupano di comprare l'immondizia direttamente dai cittadini per poi, dopo averla differenziata, rivenderla come materia prima alle società di riciclo.

Una soluzione che sarebbe ideale ma che da noi diventa impraticabile per l'assenza di termovalorizzatori sul territorio, come ha spiegato lo stesso sindaco Giovanni Arena. A Viterbo, dichiara qualcuno fuori dall'aula, esistono alcune aziende specializzate in tale sistema che già lavorano per alcuni Comuni italiani.

Chiara Frontini, leader del gruppo Viterbo 2020, apre i lavori del consiglio straordinario richiesto dalla minoranza per esaminare e valutare alcune criticità emerse dalla disamina della bozza elaborata da Ambiente Italia sulle linee guida da applicare nella redazione del nuovo appalto.

Il contratto attuale, infatti, con Viterbo Ambiente è in scadenza il 12 settembre e, visti i tempi stretti per individuare le linee di indirizzo per il nuovo bando, sarà probabilmente prorogato per altri sei mesi.

Viterbo 2020, che aveva chiesto la presenza dei vertici di Ambiente Italia in aula, stigmatizza la singolarità di “pagare una società di consulenza per elaborare una bozza su dati risalenti al 2010”.

La Frontini chiede delucidazioni sui servizi relativi ai bagni pubblici, pulizia caditoie e sfalcio erba i cui costi non sono compresi nell'appalto, sulla tariffazione puntuale che sarebbe applicata in via sperimentale solo in un quartiere e l'ottimizzazione dell'orario di raccolta per evitare disagi nelle ore di punta.

Viterbo 2020, tramite Patrizia Notaristefano, avanza anche alcune proposte: il calcolo delle tariffazioni poiché la stipula di convenzioni costituisce un guadagno per la società appaltatrice, prevedere almeno tre volte l'anno derattizzazioni e disinfestazioni e la costituzione di una apposita commissione che monitori e controlli l'attività che andrà a svolgere l'impresa che si aggiudicherà l'appalto.

Secondo Alvaro Ricci (Pd) “non c'è corrispondenza tra le linee guida fornite dall'amministrazione Michelini e la bozza di cui stiamo discutendo oggi” e ritiene sia importante chiarire la questione dei servizi relativi a bagni pubblici, caditoie e sfalcio erba per avere una stima reale dei costi.

Ad esprimere perplessità nella maggioranza il capogruppo di Fi Giulio Marini. Da Ambiente Italia vorrebbe sapere se è stata fatta una valutazione sull'eventuale estensione del porta a porta nella zona C, con il superamento quindi del sistema delle isole di prossimità, o su possibili alternative. Inoltre vorrebbe conoscere la frequenza con cui verrebbe eseguito lo spazzamento delle strade e con quale metodo, se manuale o automatizzato, e le eventuali variazioni di costi.

E Paolo Muroni dichiara: “L'impressione sulla bozza che ci è stata presentata, oltre ad essere un atto embrionale, è che i costi superino quelli del precedente contratto e, leggendo il capitolato, sembra di essere tornati a sei anni fa”.

Paolo Bianchini (FdI) pone l'accento sulle discariche viterbesi che stanno andando verso l'esaurimento e lamenta la mancata corresponsione di emolumenti da parte dei 142 Comuni che conferiscono i loro rifiuti a Viterbo. “E' prevista una tassa ambientale che spetta alle amministrazioni ospitanti. Si dovrebbe affrontare la questione una volta per tutte. Potrebbe essere la risorsa che permetterebbe all'amministrazione di non aumentare le tariffe”.

Chiara Frontini replica facendo notare che la nostra città gode del benefit ambientale che consente di applicare tariffe inferiori rispetto allo standard nazionale proprio perché Comune ospitante.

Giacomo Barelli (Viva Viterbo) invece accende i riflettori sui tre contenziosi promossi da Viterbo Ambiente nei confronti dell'amministrazione comunale “che possono incidere anche sulla gara d'appalto. Si tratta di una causa civile dovuta alle nuove utenze con cui chiede al Comune 6-7 milioni o in subordine 700mila euro, un contenzioso al Tar per 843mila e una causa relativi a dipendenti del Cev passati a Viterbo Ambiente”.

A tirare le somme dell'assise il sindaco Giovanni Arena. “Dal dibattito odierno sono emerse tante idee che valuteremo man mano che la bozza diverrà una proposta concreta. Per quanto riguarda bagni, caditoie e sfalcio erba l'intenzione dell'amministrazione è di estrapolarli, parliamo di una somma che si aggira attorno ai 45mila euro che impatta poco sull'appalto. (Il costo annuo dell'appalto è di 11 milioni con durata di sei anni ndr.). Le proposte sul nuovo bando sono previste per metà ottobre”.

In molti, in maniera trasversale, hanno espresso il plauso nei confronti dell'ingegner Ernesto Dello Vicario, sul cui rientro come dirigente a Palazzo dei Priori la Frontini aveva rivolto al sindaco un appello ad attendere, per questioni di opportunità, l'espletamento del bando sui rifiuti.

Lo stesso Arena ha specificato “conosco l'onestà e le capacità di Dello Vicario che in Comune si occuperà di urbanistica non di ambiente” e ha annunciato che a breve “come promesso in campagna elettorale avremo altri 7 dirigenti per far ripartire la macchina amministrativa”.






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