

VITERBO - Rifiuti ''scottanti'', gare truccate a Carbognano e Canino. Venerdì il nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale di Viterbo ha eseguito l’obbligo di dimora, nelle rispettive residenze (Treviso e Roma), per un noto imprenditori del settore, C.C e A.C, consulente di alcune stazioni appaltanti. Coinvolta anche una terza persona A.R.
Un’inchiesta iniziata nel 2010, che riguarda irregolarità nelle procedure di affidamento dei servizi di igiene ambientale, raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani. Ai tre viene contestata la turbativa d’asta e la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente privato. Le gare finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti riguardano il periodo dal 201 al 2013, bandite da due consorzi di comuni (Consorzio Teverina e Nova Sabina) e dai comuni di Collevecchio (Rieti), Carbognano e Canino. Tutte gare aggiudicate alla stessa impresa.
A supporto della contestazione dei reati una impressionante mole di intercettazioni, oltre che da numerose perquisizioni e acquisizioni documentali nelle stazioni appaltanti.
Secondo gli uomini che hanno condotto le indagini si sarebbero verificati tentativi di favorire una specifica azienda, di cui C.C. è il perno. Il tutto è passato per A.R., funzionaria comunale di Collevecchio e A.C., consulente delle stazioni appaltanti. Tutto questo con scambio di indicazioni su come impostare l’offerta, sui criteri di valutazione della commissione aggiudicatrice e con l’inserimento di clausole concordate nel capitolato di gara.