ANNO 16 n° 272
Ricoveri pił corti del 30% a Belcolle
L'ospedale di Viterbo attuerą il progetto ''degenza veloce dopo la chirurgia''
27/10/2011 - 00:21

VITERBO - Passare da un percorso chirurgico tradizionale, con dimissione del paziente dopo 9-10 giorni dall’intervento, a un percorso più veloce, il cosiddetto fast truck, ridotto del 30%, riducendo notevolmente l’indice di mobilità e di mortalità.

È questo l’obiettivo che l’ospedale di Belcolle intende perseguire attraverso l’adesione al percorso Eras (Enhanced recovery after surgery o degenza veloce dopo la chirurgia), che diventerà operativo dal primo gennaio, con una prima fase che interesserà la chirurgia del colon rettale.

Belcolle è l'unica realtà del Centro Sud, tra le 22 che, a livello nazionale, selezionata per far parte del progetto Eras.

In vista dell'importante innovazione, la Asl ha organizzato un  meeting aziendale sul tema “From slow to fast track colo rectal surgery”, che si svolgerà sabato 29 ottobre alla Rocca dei papi di Montefiascone.

All’incontro, organizzato dal direttore dell’Unità operativa di chirurgia generale di Belcolle, Raffaele Macarone Palmieri, e dal direttore dell’Unità operativa di Rianimazione, Pietro Viecchiarelli, parteciperanno tutte le figure chiave, in ambito medico, che saranno coinvolte nel progetto Eras: dai chirurghi agli anestesisti; dagli infermieri ai fisioterapisti; dai dietisti agli agli stessi amministratori. Al meeting sono stati invitati anche numerosi professionisti della Asl di Viterbo, di Belcolle e di altre strutture sanitarie, attualmente non implicati nel progetto. Per quanto riguarda gli interventi, da segnalare quelli di Marco Braga, direttore della chirurgia del San Raffaele di Milano e capofila nazionale del percorso Eras, e quelli di Maurizio Meineri e di Luca Pellegrino dell’ospedale di Cuneo.

“Il seminario– spiega Raffaele Macarone Palmieri – si caratterizza per la sua pragmaticità. Al termine dello stesso, infatti, formuleremo le linee guida per le procedure Eras che applicheremo a Belcolle, a partire dal primo gennaio 2012. In pratica, stiamo mettendo in atto una revisione del modello organizzativo aziendale, in linea con i nuovi modelli assistenziali che cambiano continuamente e che necessitano, come in questo caso, della creazione di gruppi multidisciplinari in grado di lavorare in maniera coordinata per il raggiungimento di un obiettivo: il bene del paziente''.






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