


di Fabio Tornatore

TARQUINIA - Presentata la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale per un impanto di riciclo di materiali edili nella località Pisciarello, a Tarquinia, zona ricca di ritrovamenti archeologici di particolare importanza, ma anche il riutilizzo degli scarti di costruzioni e demolizioni è essenziale, visto che rappresenta uno dei rifiuti più pesanti e difficili da smaltire, con costi enormi in termini economici e di sostenibilità.
In Italia le demolizioni e costruzioni infatti producono circa 66 milioni di rifiuti speciali, il 45% del totale, e i dati sono destinati ad appesantirsi, vista la tendenza attuale a ristrutturare per l'efficientamento energetico e tutti i lavori per lo sviluppo della penisola finanziati dal debito comune europeo con i fondi PNRR. Motivo, questo, per cui gli impianti di riciclo, e di materiali dell'edilizia specialmente, sono particolarmente richiesti dalle esigenze dei territori, anche di Viterbo, soprattutto in virtù della sua vocazione edile. L'impianto per il quale è stata avanzata domanda di procedura di VIA è già esistente, ma ne viene richiesta la modifica sostanziale, e un incremento dei quantitativi di lavorazione e stoccaggio, che vanno dalle 11 mila tonnellate l'anno a 28 mila, con la costruzione di strutture alte 4 metri e impianti di pesa.
Tarquinia però è anche un territorio di forte rilevanza archeologica, siti conosciuti in tutto il mondo, e ricerche ancora attive: si tratta di ritrovamenti sparsi, per lo più tombe, anche dipinte, rintracciabili anche nella letteratura specialistica. Inoltre, come si ricava dal catalogo del Ministero della Cultura, ci sono importanti tracce di epoca Neolitica. Sono state individuate, infatti, due aree insediative distinte: 'La prima area, prossima ad una sorgente d'acqua, ha restituito tracce di una frequentazione inquadrabile nel Neolitico e nelle prime fasi dell'età del bronzo; oltre a frammenti ceramici, sono stati osservati i resti di una struttura a pianta curvilinea. Sul pianoro sono invece stati raccolti materiali che testimoniano la frequentazione nelle fasi recente e finale dell'età del bronzo. I materiali della raccolta G.A.R. del 1981, tuttavia, includono sia frammenti della media età del bronzo che frammenti con decorazione a pettine'. La Sovrintendenza per i beni culturali di Viterbo si è riservata di decidere dopo aver avuto maggiori documentazioni dalla società proponente.