ANNO 16 n° 273
Riciclaggio internazionale di auto, sgominata banda
Avevano messo a segno una truffa
di valore anche nel Viterbese
16/04/2016 - 11:50

VITERBO - Operazione Baltico, sgominato sodalizio criminale dedito al riciclaggio internazionale di auto di grossa cilindrata operante su tutto il territorio nazionale e andato a segno anche nel Viterbese.

Al termine di una lunga indagine, iniziata nel gennaio 2015, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Rocco Gustavo Maruotti, personale della 3^ Sezione della Squadra Mobile della Questura di Rieti ha disarticolato, nella giornata di giovedì, un’organizzazione criminale dedita alla truffa, estorsione, ricettazione e riciclaggio internazionale di autovetture di grossa cilindrata ed altri mezzi di locomozione di ingente valore commerciale.

Il sodalizio criminale, composto in totale da 10 soggetti, tutti già noti alle Forze di Polizia e originari della provincia di Foggia (in particolare San Severo e Torre Maggiore), con la sola eccezione del lituano Nerijus Paliulis.

Le indagini sono state svolte con metodi tradizionali, avvalendosi anche della collaborazione della Polizia Stradale di Rieti, Pescara e Bolzano e con attività tecniche di intercettazione. Questo complesso sforzo investigativo ha consentito agli Agenti della Squadra Mobile reatina di ricostruire ben 41 fatti di reato, due dei quali consumati in questa città in danno di noti imprenditori, ricostruendo la storia di ogni veicolo truffato, per un danno economico per le vittime di oltre 1.000.000 di euro

Il consolidato modus operandi dei malfattori, che agivano da diversi anni, consisteva nel contattare i proprietari di autovetture poste in vendita sui principali siti internet di compravendita di beni usati, come Subito.it o Autoscout24.it, per concordare un appuntamento per l’acquisto del veicolo, incontro che si svolgeva generalmente nella città di residenza della potenziale vittima il successivo venerdì pomeriggio.

Una volta visionato il veicolo da parte dell’acquirente e di un complice che si fingeva meccanico, le cui verifiche erano in realtà mirate ad accertare che sulla vettura non fossero istallati geo-localizzatori GPS, il veicolo veniva pagato tramite un assegno circolare falso o privo di provvista, apparentemente emesso da noti istituti bancari pugliesi, per poi formalizzare il passaggio di proprietà presso un’agenzia telematica ACI.

Una volta portato a segno il colpo i truffatori, a folle velocità come accertato dai verbali dei Tutor elevati ai veicoli interessati, tornavano verso Pescara per poi rientrare a San Severo (FG), dove facevano perdere le loro tracce anche attraverso l’immediata disattivazione delle utenze telefoniche utilizzate per contattare le vittime.

Nel frattempo la parte offesa non riusciva a verificare la genuinità né la provvista dell’assegno, stante la chiusura delle banche nel fine settimana. Il giorno seguente, l’acquirente/truffatore, che aveva acquistato il veicolo utilizzando i propri documenti, si recava presso un Ufficio di Polizia o dei Carabinieri, per denunciare lo smarrimento dei documenti della vettura. In questo modo, poco dopo, con la sola denuncia e l’intestazione del veicolo, si recava presso un’agenzia telematica ACI dove poteva effettuare legalmente la radiazione dal P.R.A. per esportazione internazionale dell’automezzo.

Una volta terminata detta operazione le autovetture venivano dislocate lungo i parcheggi della Statale Adriatica, in attesa che P. N., commerciante Lituano di autovetture, le facesse caricare su proprie bisarche per poi trasportarle e successivamente riciclarle all’estero e precisamente in Francia, Germania, Bulgaria, Romania, Polonia, Estonia, Lituania e Finlandia.






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