

VITERBO – Revocato l’obbligo di firma a Spartaco Pasquini, il titolare dell’impresa funebre di Bolsena arrestato lo scorso settembre nell’ambito dell’operazione Lions.
Per l’accusa l’imprenditore è l’autore di tre atti intimidatori per i quali si è sempre professato innocente: una testa d’agnello mozzata a un concorrente e proiettili di pisola in due buste indirizzate a un carabiniere che stava svolgendo indagini su di lui e a Maurizio Puri, consigliere comunale di minoranza che aveva proposto di modificare il bando di affidamento dei servizi del cimitero.
Dopo la revoca dei domiciliari con l’ obbligo di firma avvenuta i primi di dicembre, Pasquini, in attesa del processo previsto il 7 febbraio prossimo, ha riacquistato la piena libertà non essendo più sottoposto alla misura cautelare della firma.