



VITERBO – Alla presenza di gran parte dei sindaci della provincia di Viterbo, presso la prefettura, è stato firmato il protocollo d’intesa per la costituzione della rete provinciale di videosorveglianza. Lo scopo del documento è il collegamento degli impianti di videosorveglianza gestiti dai comuni della provincia di Viterbo con le centrali operative della Polizia di Stato e del comando provinciale dei Carabinieri. L'evento è stato utile anche per ribadire l'utilità di tale progetto e specificare come avverrà l'installazione delle cabine di comando.

Ha aperto i lavori il prefetto Antonio Cananà. “Da 6 anni il ministero degli interni distribuisce fondi per l’installazione di impianti di videosorveglianza. Per colpa della pandemia il protocollo è scaduto e quindi per continuare i lavori vi è richiesto di rinnovarlo. E' un atto indispensabile, inizieranno poi le attivazioni comune per comune. Questo è il primo caso di rete provinciale di videosorveglianza e sarà un lavoro che fornirà un modello da seguire per tutte le altre province italiane. Ci permetterà un controllo capillare del territorio per poter intervenire tempestivamente. Sarà importante la compartecipazione finanziaria dei comuni perché questo è uno dei requisiti fondamentali per ricevere fondi statali.”

E' seguito l'intervento del questore di Viterbo, Fausto Vinci. “A livello nazionale, Viterbo è la prima provincia che collega tutte le telecamere di videosorveglianza. A Viterbo sono installate 70 telecamere, con il protocollo avremo l'utilizzo simultaneo di circa 1000 telecamere. Il numero verrà ancora implementato e significherà condividere tutti i dati. Per fare un esempio il carnevale civitonico sarà più sicuro grazie alla riprese condivise , anche per la difesa antiterrorismo sarà un passaggio cruciale.”

“Lo strumento tecnico, messo a sistema e disponibile all’utilizzo, sarà utilissimo come deterrente – ha spiegato il comandante provinciale dei Carabinieri, Massimo Friano - Oggi usiamo whatsapp per girarci i contenuti video delle telecamere mentre attraverso il protocollo, in tempo reale, gli operatori si potranno coordinare 24 h su 24. Il tempo della risposta al cittadino verrà diminuito.”

Ad utilizzare il protocollo sarà anche la Guardia di Finanza che è intervenuta attraverso il comandante provinciale col. Carlo Pasquale - “La nostra attività per ordinamento giuridico non ci permette di accedere subito all’utilizzo delle telecamere, ma ci sarà una forte collaborazione, e nell’attesa che anche noi avremo accesso alle riprese, i nostri operatori potranno sfruttare questo protocollo”
Spazio poi alle dichiarazione delle amministrazioni pubbliche. Il primo a prendere la parola è stato il vice presidente della provincia di Viterbo, Pietro Nocchi “Anche durante il periodo del covid il protocollo è stato cruciale. Siamo la prima provincia e di questo ne siamo contenti. I sindaci della provincia sono stati sempre messi al centro del progetto. Il protocollo dura 3 anni ma in realtà ciò che garantisce la sicurezza non può avere una scadenza.”
“Gli stessi cittadini ci chiedono sicurezza e questo protocollo va in quella direzione. - ha dichiarato la sindaca di Viterbo Chiara Frontini - E’ un bene comune la sicurezza. Viterbo è stato il primo comune a collegare le proprie telecamere con la questura e questo ha già portato a risultati. Sapere di avere la garanzia che tutti i comuni collaboreranno è sinonimo non solo di deterrenza ma anche di lotta unita al crimine. Abbiamo richiesto i fondi per attivare altre telecamere, cofinanziando il 75% delle nuove installazioni.”

Infine ha esposto l'iter che si andrà attivando, il dirigente della squadra volante 113, Riccardo Bartoli. “60 piccoli orticelli creano meno sicurezza rispetto ad una visione organizzata d’insieme. Ci sono telecamere di contesto,e quelle di lettura targhe. Noi avremo la possibilità, collegando le telecamere dei comuni, di controllare tutte le targhe che si muovono sulle strade della provincia. Siccome gran parte dei reati si muove su auto, avremo una provincia blindata. Si creeranno alert che seguiranno le auto incriminate e coinvolgeranno tutte le forze del territorio. Tecnicamente sarà necessario che le telecamere installate siano compatibili con il sistema di controllo. La fibra, inoltre, ci ha aperto ancora più le porte a questo progetto. L'incombenza per i comuni sarà di indicare un responsabile tecnico che segua le installazioni e il funzionamento delle telecamere.”