


CIVITA CASTELLANA - L'installazione di una rete di protezione sul ponte Clementino è da sempre uno degli argomenti che più hanno diviso le opinioni e le coscienze dei civitonici. Drammaticamente e tristemente noto come 'il ponte dei suicidi', negli anni è stato teatro di numerosi (troppi) drammi legati a chi decideva di mettere fine alla propria vita.

Nell'ultimo consiglio comunale una mozione presentata dal consigliere Francesco Romito della Coalizione Sangallo ha riportato all'attenzione dell'amministrazione comunale l'eventualità di installare reti di protezione. Il sindaco Danilo Corazza ha annunciato di aver chiesto un parere alla Soprintendenza per la coprogettazione di un eventuale intervento: 'Ad oggi tuttavia - aveva detto lo scorso 30 luglio - non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Allo stesso tempo stiamo anche valutando l'ipotesi di installare particolari sistemi di videoanalisi basati sull'intelligenza artificiale progettati per rilevare comportamenti anomali o potenzialmente pericolosi, tali da far scattare un allarme in tempo reale agli operatori. In contesti come ponti, stazioni ferroviarie, metropolitane o infrastrutture critiche, queste tecnologie vengono già impiegate o sperimentate'.
La mozione era stata ritirata in attesa dell'esito della Soprintendenza ma sarà di nuovo all'esame del consiglio il prossimo 6 agosto.
'Non possiamo permetterci di aspettare ancora altro tempo - ha affermato Romito - il consiglio deve prendere una decisione al di la del parere della Soprintendenza. Serve uno studio appropriato che valuti la fattibilità tecnica, economica e amministrativa delle reti individuando le soluzioni più idonee sotto il profilo della sicurezza'.
'Un'idea concreta - ha detto infine - potrebbe essere quella di un sistema di reti a piramide e multilivello, con trama e consistenza tali da impedire risalite e con una rete più bassa e più larga, posta a due metri da terra, tale da costituire presidio di pronta e concreta efficacia. Una soluzione di prevenzione che riguarda anche l’incolumità del personale di soccorso come i vigili del fuoco, impegnati in condizioni di oggettiva difficoltà per l’asperità dei luoghi'.