ANNO 16 n° 273
Resti di un antico elefante a Bagnoregio
Risalgono al periodo del pleistocene medio; il pachiderma estinto da 37mila anni
07/08/2013 - 00:00

VITERBO - Si è estinto circa 37.500 anni fa, dopo aver colonizzato per quasi 800mila anni un po’ tutta l’Europa meridionale, poteva raggiungere 4 metri d’altezza e 10 tonnellate di peso: queste le caratteristiche dell’Elephas Antiquus (Palaeoloxodon), chiamato anche l’elefante dalle zanne dritte, i cui resti, risalenti al periodo del pleistocene medio, sono stati scoperti occasionalmente nelle campagne di Bagnoregio, in un’area di proprietà dell'Università agraria.

E' il secondo ritrovamento del genere avvenuto nel Lazio. Nel 2011, nel giacimento paleontologico in località Polledrara, risalente a circa 300mila anni fa, scoperto a soli 20 chilometri da Roma, tra l’Aurelia e la Boccea, è stato rinvenuto uno scheletro intero dell’Elephas Antiquus, con tanto di connessioni ossee e le zanne lunghe quasi 4 metri. Forse il più completo al mondo.

A Bagnoregio, finora, è stata ritrovata solo una mandibola dell’antico pachiderma. Ma gli scavi che verranno compiuti nella zona, ai quali prenderanno parte anche gli studiosi dell’Università di Firenze, potrebbero portare alla luce altri parti dello scheletro.

Subito dopo che la grande mandibola è emersa dal terreno, il presidente dell’Università agraria ha avvisato il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti e la Soprintendenza archeologica all’Etruria Meridionale. ''Si tratta di una delle scoperte più importanti avvenute negli ultimi anni in Italia – ha commentato - e se gli studi appena iniziate dovessero confermare che l'Elephas Antiquus è vissuto e morto nel nostro territorio, la storia, anzi la preistoria di Bagnoregio dovrebbe essere riscritta''.




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